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SFIDUCIA ALFANO/ Il Pd sul caso kazako: le polemiche di Casson, i distinguo della Puppato (che si astiene)

Pubblicazione:venerdì 19 luglio 2013

Angelino Alfano (Infophoto) Angelino Alfano (Infophoto)

Il Partito Democratico si è diviso nello scegliere se votare a favore o contro la fiducia ad Angelino Alfano dopo lo spinoso caso “kazako”. Grandi tensioni nel Pd, anche se è prevalsa la linea dettata dal segretario Guglielmo Epifani che ieri, tra le polemiche, aveva dichiarato di essere deciso a votare "no" alla mozione del ministro dell'Interno, osteggiato da Renzi che chiedeva le immediate dimissioni di Alfano, “che sapeva” quello che era successo nel tanto discusso blitz. Ma Dario Franceschini aveva richiamato alla compattezza il partito: "Dentro questo governo si sta in squadra”, aveva detto, concludendo con un “Come si fa a non vedere che è un atto puramente politico?" e con “Non sono ammessi voti di coscienza: si tratta di voto politico”, sostenuto dal capogruppo al Senato Luigi Zanda e da una nota ufficiale del Partito. Francesco Russo è dalla loro parte: “La soluzione che noi proponiamo forse non è immediatamente comprensibile, ma quello che noi seguiamo è il bene sommo della stabilità del nostro Paese... e non abbiamo dubbi nel credere alla ricostruzione del capo della polizia dicendo che il ministro non sapeva”, afferma a difesa del “no”. Casson, invece, reagisce in modo polemico: “Come si fa a scaricare tutto in questo modo?”, dice, facendo intendere di desiderare le dimissioni di Alfano ma di muoversi verso il “no” “soltanto per un vincolo di partito che mi impone di votare contro la mozione di sfiducia”. Anche Lepri è titubante: “Avremmo preferito un ministro che ci mette la faccia”, afferma e conclude, sottointendendo il suo voto negativo: “facciamo dunque tutti tesoro di questi errori, perché non avvenga più che una persona sia tratta bruscamente dalle forze dell’ordine... Ci aspettiamo dunque da Alfano e da Letta precisazioni e rassicurazioni”. Vannino Chiti sembra sposare la tesi di Lepri: “Uno sfregio grande è stato arrecato all’Italia”, dice ma conclude il suo discorso notando che una sfiducia al ministro degli Interni “aprirebbe una voragine in cui l’arbitrarietà dei giudizi la farebbe da padrone”.  Parole dure provengono invece da parte di Zanda, capogruppo del Pd, che pur essendo deciso a respingere la mozione di sfiducia ad Alfano, ne chiede comunque le dimissioni. “Nel caso kazako - dice - i fatti conosciuti sono inaccettabili per tutti gli italiani di destra, centro o sinistra, perché hanno leso l’onore dell’Italia in tutto il mondo”. Infine, Laura Puppato si schiera sì contro la mozione a non ha intenzione di essere connivente, in una “vicenda che ha visto così tante ombre”, e afferma di essere per l'astensione. 



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