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SFIDUCIA ALFANO/ M5S e Sel sul caso kazako: "Facciamo come le tre scimmette che non vedono..."

I grillini e Sinistra Ecologia Libertà avevano chiesto le dimissioni del ministro dell'interno ma le votazioni in aula hanno respinto la mozione con 255 "no", 13 astensioni e 55 "sì"

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

In Aula, questa mattina, è stata respinta la mozione di sfiducia nei confronti di Angelino Alfano presentata da Movimento 5 Stelle e Sel. Il ministro dell'Interno era visto da grillini & co. come il responsabile del forzato rimpatrio di Alma Shalabayeva – moglie di un dissidente kazako – e della loro figlia. Alfano si è sempre detto estraneo alla vicenda e il PdL ha fatto quadrato attorno a lui, come hanno dimostrato i 255 “no” alla sfiducia (contrari anche la maggior parte del Partito Democratico e Casini di Scelta Civica). In 13 si sono astenuti (soprattutto Lega) mentre i 55 “sì” arrivano per la maggior parte da M5S e Sel. Giarrusso (M5S) questa mattina aveva tenuto infatti un discorso infuocato contro Alfano. “Ieri l’Onu ha espresso le sue perplessità, parlando del timore che si sia verificata una extraordinary rendition, già queste parole sarebbero bastate a portare alle dimissioni Alfano in ogni altro Paese”, ha detto con foga. E ha continuato: “L’espulsione della signora Shalabayeva e della sua bambina è avvenuto in violazione dell’articolo 10 della nostra costituzione, che dice che lo straniero al quale sia impedito nel suo paese l’esercizione delle libertà democratiche ha diritto di asilo nella nostra Repubblica. Ma è stata violata anche la carta dei diritti fondamentali, che vieta di allontanare uno straniero verso uno Stato in cui esiste un rischio di essere esposto alla pena di morte o a trattamenti inumani o degradanti”. De Cristofaro di Sel era poi intervenuto sulla stessa scia: “Tutto dimostra che siamo davanti a un episodio gravissimo, anche per l’interrogatorio di molte ore nei confronti di Shalabayeva, costringendola a inseguire la figlia tra le braccia di un funzionario”. Parole di scherzo vengono invece da Ciampolillo del Movimento 5 Stelle: “Dovremmo essere comprensivi nei confronti di Alfano per la sua impreparazione in materia e per il paternalismo dei funzionari della Polizia che non hanno voluto coinvolgere il ministro” e conclude con stizza: “Il ministro Alfano ha scaricato tutte le responsabilità sui suoi soldati, atteggiamento ipocrita di fuga dalle proprie responsabilità”. Beffardo anche l'intervento di Nicola Morra del M5S, che – dopo aver ironicamente salutato Silvio Berlusconi, presente in Aula – e che ha confermato che il suo voto sarebbe stato positivo. Molto duro è stato invece Enrico Cappelletti (M5S): “Siamo di fronte a un bivio, possiamo sfiduciare Alfano in base all’articolo 95 della Costituzione che prevede la responsabilità personale dei ministri per l’operato dei loro dicasteri… oppure possiamo fare come le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano. Se scegliessimo la seconda opzione ripeteremmo quello che già successe alla Camera in cui il voto stabilì che Ruby era davvero la nipote di Mubarak”.

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