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SCENARIO/ Letta e la politica saggia dei "piccoli passi"

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Letta è perfettamente conscio, infatti, che solo con una paziente costruzione del consenso le decisioni del governo potranno trovare un adeguato consenso. In caso contrario, in caso di accelerazioni improvvise, il rischio è quello di trovarsi scoperti, esposti al fuoco incrociato delle polemiche. Esemplare in questo le fantasiose coperture trovate per il rinvio dell’aumento dell’Iva. Colpa della fretta, ma quell’aumento degli acconti Irpef e Ires è stato un brutto scivolone. Un filo di delusione dalle parti di Palazzo Chigi ha cominciato ad avvolgere il lavoro del ministro dell’Economia, Saccomanni, da cui ci si aspettava qualcosa di più in termini di soluzioni praticabili per racimolare le risorse necessarie a sostenere i provvedimenti economici appena approvati, vitali per l’esistenza stessa del governo, come il Pdl ha ripetuto per settimane. 

Sulla politica dei piccoli passi Enrico Letta è fermamente determinato ad andare avanti. Certo, le insidie che lo attendono sono tante. Quella che comincia a temere ogni giorno di più viene però dal suo partito, ed è dovuta agli scossoni che Matteo Renzi sta imprimendo alla corsa verso il congresso e la segreteria del Pd. Il sindaco di Firenze è stato nei fatti molto minaccioso nei confronti del governo, e una sua vittoria lo minerebbe dalle fondamenta. L’intero stato maggiore del Pd ne è cosciente, e probabilmente per questo l’isolamento del primo cittadino toscano sembra aumentare, ultimo in ordine di tempo a richiamarlo Massimo D’Alema.

Sul governo rimane comunque ben spiegato l’ombrello protettivo del Quirinale. A differenza di quanto sostenuto da Grasso, Napolitano sembra convinto che a questo governo non vi siano alternative credibili e realistiche. E lo stesso dimostrano di pensare gran parte degli attori dell’economia, sindacati e imprenditori. L’imperativo categorico è far ripartire il paese. E il generale estate dovrebbe scoraggiare ogni ipotesi di crisi di ferragosto. Certo, da settembre in avanti tutto sarà diverso. Ma nel frattempo Letta spera che i primi provvedimenti abbiamo smosso qualcosa e che, nel frattempo, anche il treno delle riforme costituzionali abbia finalmente intrapreso il suo viaggio. Se ciò avvenisse, per il suo esecutivo sarebbe tutto più facile. 

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