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BERLUSCONI & CASINI/ Manovre "virtuali" al centro

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Persino un casiniano doc come Luciano Ciocchetti ha preferito abbandonare una navicella che fa acqua da tutte le parti, e dar vita a un nuovo contenitore, Idee Popolari, auto definito come un "traghetto" verso altri approdi, che difficilmente saranno diversi dalla galassia Pdl (o come quest'area evolverà in autunno con il sempre più probabile ritorno a Forza Italia).

Casini non è nelle condizioni di rompere con Monti, anche se ve ne sarebbero le condizioni. Di conseguenza si rivolge in primis proprio all'ex premier per realizzare il nuovo contenitore politico ispirato al Ppe, condendo il tutto con forti critiche a Berlusconi e al Pdl che quel progetto hanno lasciato incompiuto per colpa della loro deriva populista.

Anche il più sprovveduto degli osservatori si rende conto però che nessun progetto del Ppe italiano è possibile senza Pdl, per la semplice ragione che quel partito nel Ppe c'è già, e a pieno titolo. E una sua espulsione da quella famiglia europea, di cui pure a Strasburgo e a Bruxelles in qualche momento si è vociferato,  non appare oggi all'ordine del giorno.  

Le grandi manovre al centro, insomma, continuano a essere condizionate dalla presenza della figura di Silvio Berlusconi, tanto che Casini dice chiaro che lui è i suoi non entreranno nel Pdl "con il capo cosparso di cenere". Decisive quindi saranno le sue vicende giudiziarie, che conosceranno significative evoluzioni nelle prossime settimane. 

Di sicuro, però, il centro non può star fermo, perché ci sono sirene in grado di sedurre l'elettorato. Il pericolo, per gli uomini di Udc e Scelta Civica, ha il nome ed il volto di Matteo Renzi, che potrebbe finire per attrarre con il suo approccio pragmatico anche qualche dirigente centrista. Non a caso con lui Casini usa parole ruvide, bollando quella del sindaco di Firenze come "ansia sbracata" di arrivare a Palazzo Chigi, sulla base della quale si accontenterà di vincere senza ristrutturare la sinistra. Così − secondo l'ex presidente della Camera − Renzi sarà la replica di tanti politicanti. 

Al di là degli anatemi, però, per l'area centrale della politica italiana il tempo stringe. In autunno i nuovi assetti dovranno essere definiti, per non correre il rischio che il voto europeo di primavera certifichi la cancellazione dei centristi dalle istituzioni comunitarie e la loro irrilevanza sul piano nazionale.

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COMMENTI
21/07/2013 - Al Centro serve Renzi (Giuseppe Crippa)

Purtroppo le manovre dei centristi sono – come correttamente dice il titolo dell’articolo – “virtuali” e non “virtuose”… Al di là del gioco di parole, solo la presenza di Renzi potrebbe dare nell’immediato consistenza popolare ad un eventuale nuovo partito. Vedremo come evolveranno le vicende congressuali del PD: magari regalasse Renzi...