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BERLUSCONI & CASINI/ Manovre "virtuali" al centro

Udc e Scelta Civica, che sta per implodere, cercano una "via d'uscita" verso il centro ma non la trovano. Troppo dipende ancora da Silvio Berlusconi. Il commento di ANSELMO DEL DUCA

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Due convention a una settimana di distanza l'una dall'altra per certificare che le strade fra Scelta Civica e Udc si stanno divaricando, probabilmente in maniera irreparabile. Al Teatro Eliseo Mario Monti aveva annunciato la trasformazione della sua creatura da movimento in partito, ed il suo radicamento sul territorio. Dal palco dell'assemblea nazionale dello scudocrociato Pierferdinando Casini sette giorni dopo risponde lanciando l'idea di un nuovo soggetto politico di centro che vada oltre gli attuali Udc e Scelta Civica, e che unisca tutti i moderati dell'arco costituzionale per realizzare il Ppe italiano.

In entrambi i casi la prospettiva sono le elezioni europee della primavera del prossimo anno, ma i progetti sono diversi, anche se tutti dovranno fare i conti con la dura legge dei numeri, che impone di raggiungere almeno il 4 per cento dei consensi per conquistare almeno uno dei 72 seggi cui l'Italia ha diritto nel parlamento di Strasburgo. Separate le due formazioni rischiano di rimanere entrambe fuori. E sarebbe un'esclusione talmente grave da far dire a Cesa che "o si va oltre l'Udc, oppure si rischia di spegnere la luce".

Con le sue parole Casini è sembrato compiere una nuova conversione verso lo spazio politico occupato dal Pdl, che rimane tuttora di gran lunga il più consistente fra le forze politiche italiane che aderiscono al Ppe (Pdl, Udc, Udeur, Svp). Per parte sua Monti ha nella collocazione europea della sua creatura un problema potenzialmente in grado di spaccare i suoi uomini. Lo testimonia la secca presa di posizione di Andrea Romano, secondo cui la corretta collocazione di Scelta Civica nel panorama politico sarebbe nel gruppo liberaldemocratico, dove però l'Italia è rappresentata da compagni di viaggio scomodi, come i radicali e l'Italia dei Valori. 

Non a caso a Romano ha subito replicato l'ex Pdl Giuliano Cazzola, coordinatore dei montiani in Emilia Romagna, ricordandogli che dal Ppe venne una spinta forte alla salita in politica dell'allora presidente del Consiglio tecnico. Dentro Scelta Civica, dunque, il confronto fra le due anime sembra solamente all'inizio, fra chi guarda all'ambito dei moderati e chi - al contrario - auspica che gli interlocutori siano a sinistra e cerca di tessere tele con formazioni come il Centro democratico di Bruno Tabacci. 

Anche dentro l'Udc, però, le acque non sono affatto tranquille, perché il risultato di febbraio, un misero 1,78%, fa capire che il partito è a rischio estinzione. Casini si è assunto la responsabilità della  sconfitta, ma questo non è bastato. 


COMMENTI
21/07/2013 - Al Centro serve Renzi (Giuseppe Crippa)

Purtroppo le manovre dei centristi sono – come correttamente dice il titolo dell’articolo – “virtuali” e non “virtuose”… Al di là del gioco di parole, solo la presenza di Renzi potrebbe dare nell’immediato consistenza popolare ad un eventuale nuovo partito. Vedremo come evolveranno le vicende congressuali del PD: magari regalasse Renzi...