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GOVERNO/ Alfano: non esiste una terza via tra questo esecutivo e il caos

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“Senz'altro è stato un momento di fortissima tensione, ma sono convinto che ci sia ancora molto di positivo da fare”. Angelino Alfano torna a parlare del recente voto del Senato con cui è stata respinta la mozione di sfiducia presentata da M5S e Sel nei suoi confronti. “Non sto a guardare l'animus di chi mi ha votato – spiega il ministro dell’Interno in una intervista al Corriere della Sera -  soprattutto tenendo conto del valore che aveva questa mozione. Posso dire che il tentativo di dare una spallata è fallito”. Alfano parla quindi del caso Shalabayeva che lo ha visto coinvolto, ribadendo di aver ricevuto “tre telefonate dell'ambasciatore kazako alle quali non ho potuto rispondere”. Per questo motivo, spiega ancora, ha incaricato Giuseppe Procaccini, dimessosi pochi giorni fa, “di occuparsi della vicenda. Dopo l'incontro mi disse che il diplomatico chiedeva collaborazione per l'arresto di un latitante. Nulla di più. Nessuno potrà mai dimostrare il contrario”. Il vicepremier viene dunque interpellato sulla solidità del governo, messa a rischio dagli eventi di questi ultimi giorni: “Sapevamo che un governo voluto fortemente da Berlusconi quando disse che era l'unica strada possibile, avrebbe avuto una vita travagliata soprattutto nella fase d'avvio non avendo precedenti storici ma essendo stato preceduto soltanto da un forte scontro tra le due parti. Siamo però riusciti a superare scogli difficili e spero che rimettendo al centro l'economia si trovino soluzioni per tirare fuori dalle secche il nostro Paese”. Del resto, dice Alfano, “la nostra opinione non è cambiata: non c'è una terza via tra questo esecutivo e il caos”. Il Pdl, invece, resterà unito “ancor di più fino al 30 luglio perché la nostra preoccupazione per la vicenda giudiziaria è fortissima. Si è già verificato una volta che esperienze politiche democratiche siano finite per via giudiziaria e non vogliamo neanche pensare che il leader più votato nella storia possa essere estromesso in questo modo”. In caso di sentenza negativa, il governo sarebbe a rischio? “Non voglio neanche pensare all'ipotesi di una condanna”, risponde Alfano alla giornalista del Corriere.



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