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Politica

SCENARIO/ Gli anti-Letta inchiodati su due vicoli ciechi

Giorgio Napolitano (InfoPhoto)Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Riuscirà Letta a riprendere il controllo della situazione? Molto dipende anche da Berlusconi. Il leader di Pdl-Forza Italia si muove in modo accorto e ha recuperato posizioni istituzionali ed elettorali. Ma ha due “talloni di Achille”. Il primo è quello di non riuscire a dar vita ad un’alleanza strategica per una tutela “nazionale” in Europa nel senso, appunto, auspicato da Napolitano. Se Berlusconi continua a guidare i suoi parlamentari come una scolaresca che sta in maggioranza con gestacci e pernacchie verso il partito di Letta è evidente che il governo non ha un futuro. In secondo luogo deve spostare Alfano. E’ stato comprensibile difenderlo di fronte ad un attacco strumentale in una vicenda che coinvolgeva anche Esteri e Giustizia. Ma il Pdl ha assoluta necessità di “usare” il ministero degli Interni nel momento in cui l’attacco principale a Berlusconi e al suo partito è sul piano della legalità.

Dopo che al Viminale un’operazione antiterrorismo (in cui stando alla versione ufficiale avrebbe potuto esserci una sparatoria con vittime) è stata diretta da un capo di gabinetto e da un ambasciatore straniero all’insaputa del governo, il rischio è che con il “siciliano” Alfano all’Interno inizi una campagna mediatica sulla cessazione di lotta alla mafia. E’ quindi interesse del centro-destra avere una personalità di spicco – ma non il segretario-vicepresidente che deve quotidianamente affiancare il premier nella conduzione politico-programmatica – che evidenzi come anche Berlusconi sia impegnato con successo nella lotta alla criminalità organizzata senza apparire in discontinuità con i predecessori della “prima” e “seconda” Repubblica: da Scotti a Maroni. E Napolitano.

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