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SCENARIO/ Gli anti-Letta inchiodati su due vicoli ciechi

Per UGO FINETTI, il sindaco di Firenze punta a incardinare la sorte dell’inquilino del Quirinale a quella dell’inquilino di Palazzo Chigi per fare di Prodi il successore di Napolitano

Giorgio Napolitano (InfoPhoto) Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Dopo la prova di forza sul caso kazako, da cui tutti i contendenti sono usciti indeboliti, è in corso un generale riposizionamento per meglio prepararsi al prossimo scontro. Il Quirinale, per salvare Letta, è stato costretto ad una sovraesposizione che lo ha messo nel mirino di polemiche politico-mediatiche, il governo Pd-Pdl infatti ha dimostrato di non essere capace di reggersi da solo, le opposizioni (interne ed esterne alla maggioranza) hanno prospettato alternative che si sono rivelate non percorribili. Matteo Renzi rimane comunque in posizione migliore.

Costretto alla ritirata ha alzato però “la posta”: più che anti-Letta, soprattutto anti-Napolitano. L’annuncio del “silenzio stampa” in polemica con il Colle sembra indicare il tentativo di incardinare la sorte dell’inquilino del Quirinale a quella dell’inquilino di Palazzo Chigi: visto che Letta è stato imposto da Napolitano, quando cade il capo del governo cade anche il Capo dello Stato. La “mission” del Sindaco di Firenze appare così quella di portare Prodi al Quirinale. Giulio Sapelli, su queste colonne, ha ben evidenziato la sostanza dello scontro - che coinvolge i principali soggetti imprenditoriali e finanziari italiani - tra integrazione sulla scia della Germania (uno schieramento annovera da De Benedetti a Prodi e Renzi) e ricontrattazione con l’Unione Europea (a cui invece punta Napolitano spingendo in tale direzione il governo Pd-Pdl di Letta).

Il “rottamatore” è stato sconfitto quando il Quirinale ha dimostrato l’impraticabilità sia delle elezioni anticipate sia di una maggioranza alternativa. Gli anti-Letta erano infatti inchiodati su due vicoli ciechi: l’impossibilità di sciogliere le Camere con una legge elettorale dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale e l’inconsistenza di una maggioranza con Beppe Grillo (o una ipotetica dissidenza grillina non quantificabile).

Renzi è in “silenzio stampa” dopo che per due mesi ha attaccato Bersani perché non si decideva a fare l’alleanza con il Pdl e da più di due mesi attaccava Letta perché è alleato con il Pdl. Da destra di Bersani a sinistra di Letta. Una capriola che poteva essere causa di logoramento, ma che invece ha dimostrato la debolezza del vertice anti-Renzi. Se durante le primarie si ghettizzava il sindaco di Firenze come “quinta colonna” berlusconiana, ora si reagisce con grande affanno. La dirigenza del Pd non è assolutamente in grado di reggere un assalto da sinistra stando nelle “larghe intese”. Questo è il vero rischio di Letta. Se non ci fosse stata una diretta discesa in campo di Giorgio Napolitano i “ragazzi di Berlinguer” avrebbero portato il Paese ad una crisi al buio.