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SCENARIO/ Franchi: Forza Italia "costringe" il Pd all’alternativa del Diavolo

Silvio Berlusconi (InfoPhoto) Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

A dire il vero, persino decidere se farlo o no diventa un problema. Mettiamo il caso che il congresso sia vero, e in esso si scontrino visioni e prospettive diverse. Qualunque fosse il candidato vincente, un minuto dopo sarebbe messa in discussione la vita del governo. Anche laddove il vincitore affermasse l’intenzione di mantenere in vita l’esecutivo, questo non sarebbe possibile. Un cambio di segretario del più grande partito della maggioranza destina inevitabilmente la compagine governativa alla caduta. Tanto più questa, che si regge su equilibri altamente precari.

 

L’abolizione dei finanziamenti pubblici sarà una vicenda altrettanto spinosa?

L’abrogazione dell’attuale meccanismo sarebbe indubbiamente un provvedimento molto popolare. Ma appoggiarla, per i partiti, sarebbe come sostenere con vigore una legge che li sfratta di casa. Va anche detto che passare dal sistema dei rimborsi a piè di lista (sulla base della spesa storica), ad essere l’unico Paese in Europa a non prevedere finanziamenti pubblici alla politica sarebbe piuttosto bizzarro; questo, in sostanza, decreterebbe la fine dei partiti. D’altra parte, essi sono talmente impresentabili, mentre la politica è così improduttiva, che chiedere al Paese di finanziare un’attività del genere risultarebbe decisamente odioso. Insomma, anche in questo caso, siamo di fronte ad un serpente che si mangia la coda.   

 

(Paolo Nessi)

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