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SANITA'/ Regioni, la Consulta "salva" i governatori con i conti in rosso

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La Corte costituzionale boccia il decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 149 (“Meccanismi sanzionatori e premiali relativi a Regioni, Province e Comuni”), proposto a suo tempo da Enrico La Loggia del Pdl e Antonio Misiani del Pd, un provvedimento che avrebbe dovuto responsabilizzare, ed eventualmente punire, i governatori regionali in ambito sanitario. Niente da fare, invece, perché la Consulta ritiene incostituzionale la misura che prevedeva lo scioglimento immediato del consiglio regionale e la rimozione del presidente della Giunta per responsabilità politica nel caso in cui fosse stato accertato dolo o colpa grave nel dissesto finanziario della Regione legato al disavanzo sanitario. Sono stati quindi accolti i ricorsi presentati da diverse regioni ordinarie (Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Calabria) e da quelle a statuto speciale, nonché dalle province autonome di Trento e Bolzano, contro il decreto legislativo. L'articolo 126 della Costituzione ("...sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge", ndr), secondo la Consulta, “ha compiuto scelte precise in ordine al riparto delle competenze costituzionali tra gli organi investiti dell'applicazione del potere sanzionatorio. Tra questi ultimi non compare la Corte dei Conti, mentre al parere affidato alla Commissione parlamentare per le questioni regionali non è attribuito carattere vincolante".



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