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BEPPE GRILLO/ Il giurista: i "partigiani" di M5S possono bloccare le riforme di Letta

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Autorevoli giuristi si schierarono in senso contrario alle deroghe procedimentali approvate in quegli anni, mentre altri giuristi, altrettanto autorevoli, non rilevavano la sussistenza di dubbi consistenti. Nel complesso, le deroghe introdotte nel disegno di legge costituzionale oggi in discussione – come, ad esempio, l'introduzione della commissione bicamerale con funzioni referenti oppure la riduzione del periodo di tempo che deve intercorrere tra la prima e la seconda deliberazione di ciascuna Assemblea − non appaiono così rilevanti da incidere in modo sostanziale sui principi di "garanzia" desumibili dall'art. 138 Cost. in relazione alla tutela delle minoranze o comunque delle opposizioni.  

Un aspetto va comunque sottolineato e non può essere trascurato: ciò che nei due casi precedenti fece superare in concreto le obiezioni prospettate, fu la sostanziale convergenza della grandissima parte delle forze politiche che si schierarono, sia nel 1993 che nel 1997, a favore di tali procedimenti di revisione costituzionali in deroga all'art. 138 Cost. In verità, può aggiungersi, l'insuccesso di entrambi i procedimenti riformatori impedì di verificare in concreto – eventualmente sollevando la questione di costituzionalità innanzi alla Corte costituzionale – la fondatezza dei dubbi che pure furono sollevati.

Oggi, la situazione si presenta diversa. Infatti, una forza politica presente in Parlamento – e non certo irrilevante  – manifesta una strenua opposizione al procedimento di revisione costituzionale in deroga che si sta predisponendo. E tale opposizione non concerne singoli aspetti del procedimento derogatorio che la maggioranza intende introdurre, ma l'obiettivo stesso del disegno di legge costituzionale in corso di esame.

Che si tratti di un'opposizione di merito o piuttosto una posizione pregiudiziale motivata da ragioni soprattutto politiche, non sembra dirimente: un processo di riforma di ampio respiro, come quello che si prefigura all'orizzonte, richiede il più ampio coinvolgimento possibile delle forze presenti in Parlamento. Di ciò occorrerà tenere conto quando si arriverà alla prova dei fatti.            



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