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FINANZIAMENTO ILLECITO AI PARTITI/ La proposta del Pdl: niente più carcere, solo una multa

Sta facendo discutere l’emendamento al ddl del governo, proposto da diversi esponenti del Pdl, attraverso il quale si vorrebbe depenalizzare il finanziamento illecito ai partiti.

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Sta facendo discutere l’emendamento al ddl del governo, proposto da diversi esponenti del Pdl, attraverso il quale si vorrebbe depenalizzare il finanziamento illecito ai partiti. Al posto dei quattro anni di reclusione oggi previsti, rimarrebbe solo una “sanzione amministrativa pecuniaria”. L'emendamento, il cui testo è stato pubblicato da La Repubblica, è firmato dagli onorevoli Maurizio Bianconi, vice segretario amministrativo del Pdl, Anna Grazia Calabria, responsabile giovanile del partito, le deputate Laura Ravetto e Elena Centemero, e l’ex ministro dell’agricoltura Francesco Saverio Romano. Se prima l’articolo 7 della legge 195 stabiliva “la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa fino al triplo delle somme versate” a chiunque “corrisponda o riceve contributi senza che sia intervenuta la deliberazione dell’organo societario o senza che il contributo o il finanziamento siano stati regolarmente iscritti nel bilancio della società stessa”, con questo emendamento la pena verrebbe sostituita da una semplice “sanzione amministrativa pecuniaria pari al triplo". Un intervento di questo tipo, ha detto a La Repubblica il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, “può produrre effetti molto gravi. Tanto per capirci bisogna ricordare che Mani pulite si fondava su tre pilastri”, cioè reato di corruzione, falso in bilancio e il reato di finanziamento illecito ai partiti. “Questa proposta di depenalizzazione – spiega Sabelli - vuol dire depotenziare quel terzo pilastro”.

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