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Politica

J'ACCUSE/ Formigoni: la Consulta premia chi spreca i soldi pubblici

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Beh, le difficoltà economiche del Paese sono evidenti, mentre le risorse per il sistema sanitario sono distribuite alle Regioni pro quota, destinando a ciascuna una cifra che si ritiene sufficiente per soddisfare il fabbisogno. Noi abbiamo ritenuto nostro dovere farci bastare queste risorse, e ci siamo riusciti costruendo il sistema sanitario migliore. C’è chi, invece, ha dilapidato i denari pubblici, andando in deficit, e riuscendo persino a non garantire servizi decenti ai propri cittadini. Costoro, in questo modo, hanno aggravato il deficit pubblico, determinando un danno per tutta le collettività e un impoverimento generale del Paese.

 

Non crede che la norma sia lesiva della sovranità popolare?

E’ una norma estrema, certo. Tuttavia, era stata approvata in una fase  di eccezionale gravità economica e sociale, in cui nessuno poteva più permettersi di sprecare un solo denaro pubblico. Non mi pare che quella fase sia stata superata. D’altro canto, è vero che sono gli elettori a doversi scegliere il governatore; ma lo è anche il fatto che il governatore che spende e spande indiscriminatamente, utilizza spesso i soldi pubblici per comprarsi i consensi. E il ticket che non viene pagato dall’elettore viene pagato dalla collettività nazionale.

 

Oggi la Corte dei conti è considerata tra i pochi organismi in Italia attendibili. Un domani, però, si potrebbe sospettare che il governatore che non gli va a genio possa essere accusato ingiustamente di dissesto

E’ pressoché impossibile. Anzitutto, è la Regione stessa che certificai i suoi bilanci, mentre la Corte verifica che tutto corrisponda a verità, ragionando sui numeri. Se la Corte dei conti accusa l’amministrazione di qualcosa che non esiste, la Regione può facilmente difendersi. I soldi, in sostanza, o ci sono, o non ci sono. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
26/07/2013 - commento (francesco taddei)

occorreva una legge costituzionale. così come per il prelievo alle pensioni oltre 3500 euro con sistema retributivo e il taglio delle provincie. poi il ministro dell'economia (non eletto) dovrebbe vendere le quote delle municipalizzate (trasporti e rifiuti su tutti, clientele di sindaci e sindacalisti) e lasci stare finmeccanica-eni-enel, boccone prelibato di squali stranieri.

 
26/07/2013 - tagli lineari illegittimi nella spending review (antonio petrina)

Con altra sentenza della consulta (229/2013) si dichiarano illegittimi i tagli lineari imposti dal governo Monti lesivi delle prerogative reg li ,tagli che imponevano la vendita ( rectius: la svendita) delle società redditizie con partecipazioni municipali!