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SENTENZA MEDIASET/ Letta: non ci saranno terremoti

Pubblicazione:lunedì 29 luglio 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 29 luglio 2013, 16.17

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C’è grande attesa per la sentenza di domani. L’esito potrebbe radicalmente modificare gli assetti istituzionali attuali. Certo, il pronunciamento d’appello, ipotesi remota, potrebbe essere annullato. Il che non porrebbe evidentemente alcun problema. Oppure, Berlusconi potrebbe essere condannato dalla Cassazione in via definitiva. Potrebbe, quindi, essere convalidata la condanna a 4 anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici nell’ambio del processo Mediaset che lo vede accusato di frode fiscale. In tal caso, l’ex premier difficilmente andrebbe in carcere, essendo ultrasettantenne e avendo di fatto solo un anno da scontare per effetto dell’indulto. Tuttavia, è impossibile sapere come reagirà. E come reagirebbe il Pd, costretto a governare in coabitazione con un condannato interdetto. Il premier Letta, dal canto suo, non ha voluto far trapelare alcuna apprensione, e si è detto convinto del fatto che «non ci saranno i terremoti che vengono evocati da chi spera, evidentemente, nei terremoti evocati». Il presidente del Consiglio ha aggiunto che, a suo avviso, la situazione è più stabile di come viene presentata a che, in ogni caso, le sentenze non si commentano.



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