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Politica

BEPPE GRILLO/ Tagliamo la scorta ai politici. Li obbligheremo ai domiciliari

Beppe Grillo si scaglia contro li fenomeno del proliferare delle scorte. A partire dalla considerazione alcune persone ammazzata dal crimine organizzato non l’avevano

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L’invettiva del nuovo post pubblicatao sul blog di Beppe Grillo è scagliato contro li fenomeno delle scorte. A partire dalla considerazione che persone come Don Puglisi, il giornalista Beppe Alfano, e Marco Biagi, uccisi dalla criminalità organizzate e dalla Br,non ce l’avevano. Ce l’hanno, invece, personaggi quali i coniugi Mastella, Cirino Pomicino, Oliviero Diliberto, Claudio Scajola, gli ex presidente della Camera ee del Senato. Complessivamente, tra parlamentari, governatori, sindacalisti e ambasciatori, hanno la scorta 585 persone, 411 delle quali con auto blindata. Di questi, circa 300 sono politici. Ora, si chiede Grillo, com’è possibile che in Paese come l’Austria ce l’abbiano solo il presidente della Repubblica e il Cancelliere federale? Tutto questo ci costa 250 milioni di euro all'anno, a fronte di circa 4.000 agenti utilizzati. Come se non bastasse, la prima misura assunta dal ministro dell’interno Angelino Alfano è consistita nel predisporre la protezione dei 21 ministri per un ulteriore esborso di 21 milioni di euro. Ma di cosa dovrebbero avere paura i politici?, si chiede il comico genovese. In conclusione, tagliare le scorte sortirà tre benefici: «risparmiare 250 milioni di euro all'anno, liberare 4.000 agenti per l'ordine pubblico e i domiciliari senza sentenza per i politici scortati».

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