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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Lo stop di Monti nasconde i nodi della "galassia" post Dc

Mario Monti (InfoPhoto)Mario Monti (InfoPhoto)

E così i tecnici del centro si trovano con in mano le soluzioni ma senza bandiere da agitare per attirare elettori e consensi. E quindi cercano di conquistare posizioni attraenti e traenti. Affiorano le differenze con l’Udc, con ciascuna parte protesa a rimarcare le proprie caratteristiche per riconquistare spazio di fronte al proprio potenziale elettorato, con esiti ancora incerti. Ma grandi differenze ci sono forse ancor di più all’interno di Scelta Civica, che non a caso si è trovata a rimandare un progetto di unificazione con l’Udc che già era stato abbozzato. Temendo di finire fagocitata da una realtà più strutturata, Scelta Civica ha preferito scegliere prima la strada della costituzione della propria ossatura, anche utilizzando la vecchia politica come parafulmine per costruire per contrasto la propria identità. Statuto appena approvato, nomine sul territorio, convention il 13 luglio, tesseramento, congresso a ottobre. Ma non sarà facile. I nodi da sciogliere al suo interno sono molti. E c’è il rischio di scoprire che quando vai sul territorio non è facile convincere la gente, e intanto chi è più capace di guadagnare forza non è detto che sia anche il migliore.
Quello che appare è spesso un problema di contrapposizione tra componenti, Italia Futura, i cattolici e i montiani di più stretta osservanza. Ma se si trattasse di correnti ben definite sarebbe tutto molto più facile: in realtà l’analisi delle posizioni prese dai parlamentari fa intravedere una frammentazione molto maggiore, un individualismo di tanti che hanno magari forti personalità ma scarsi punti di riferimento in questa esperienza nuova. Ma se alcuni fanno più rumore con prese di posizione pubbliche e forti, in realtà esiste una maggioranza silenziosa anche tra i parlamentari che è insofferente alle polemiche e agli strappi. Ci sono però contrapposizioni di ogni tipo, rivalità, contrasti su molti temi, prospettive politiche divergenti. In un recente incontro sono emerse forti contraddizioni sul tema delle riforme istituzionali e del semipresidenzialismo per il quale alcuni hanno firmato anche delle mozioni, mentre altri sono pubblicamente contrari. Si è discusso persino sul finanziamento dei parlamentari al partito. Sul tema dell’obiezione di coscienza ci sono state due mozioni alternative. Il flirt di alcuni con i renziani è comparso sulla stampa, mentre altri provengono da esperienze diverse, molto più legate al mondo del centro-destra. Cosa che vale per il tema spinosissimo delle famiglie europee, in vista delle elezioni del prossimo anno: la sfida tra i filo-popolari e chi invece preme per altre soluzioni (l’Alde dei liberali, ad esempio) è talmente accesa (con tutto quello che implica) che ha portato Monti a glissare sempre su questa problematica.
Diversi parlamentari, abituati ad essere leader nel loro mondo di provenienza, fanno invece più fatica a confrontarsi col Parlamento. E in questo disorientamento generale, dove spesso le posizioni personali fanno premio sulle presunte componenti, anche le opinioni e le alleanze interne sono mutevoli. Ma le elezioni europee sono alle porte.

 

(Alvaro Zaccuri)

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