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DIETRO LE QUINTE/ Lo stop di Monti nasconde i nodi della "galassia" post Dc

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Mario Monti (InfoPhoto)  Mario Monti (InfoPhoto)

I sussulti di Scelta Civica hanno sorpreso anche il presidente Napolitano, che si è sentito in dovere di tranquillizzare italiani e governo, ritenendo improbabile che Scelta Civica tolga la fiducia al governo Letta. Cosa succede al centro? Come è possibile che chi da sempre ha fatto della responsabilità e delle larghe intese la sua bandiera oggi mandi segnali di guerra all’esterno, mentre vive pubblici contrasti interni?
È difficile comprendere oggi le scosse che investono tutti i partiti dell’arco politico, nessuno escluso. E questa può essere una prima risposta, l’effetto contagio che destabilizza tutti i gruppi politici: Monti nel suo post l’ha scritto, le fibrillazioni di Pd e Pdl non aiutano la stabilità. E se due dei tre convitati ballano, anche il terzo è portato a sobbalzare. Probabilmente Scelta Civica soffre in questo momento di frustrazione e insofferenza. In fondo i centristi, prima con l’Udc, poi col Governo Monti, infine con Scelta Civica, ritengono di aver avuto ragione su tutto, di aver fatto bene per l’Italia, di aver detto la verità ai cittadini mentre gli altri facevano demagogia, di aver proposto da soli l’unica soluzione possibile, il governo delle larghe intese, quando gli altri accendevano gli animi degli elettori parlando di giaguari da smacchiare e comunisti da arginare. Dopo la crisi dell’elezione del presidente della Repubblica, tutto è andato come avevano indicato i centristi. Sono stati i fatti a dar loro ragione, ma era troppo tardi. In qualche modo erano diventati marginali.
A questo punto sono subentrati i problemi. Quel che univa i candidati di Scelta Civica e alleati era un progetto di governo, ma non c’è stato il tempo di costruire una base comune su tutto il resto: valori, riferimenti, orientamenti rispetto alle mille questioni che si affacciano ogni giorno, scelte future, interlocutori. Riforme è un mantra che si può ripetere, ma manca di concreta applicazione, non sempre è chiaro e univoco cosa si intenda. E poi in politica per ottenere i risultati contano i numeri. Con un risultato elettorale negativo che ha consegnato il ruolo di terza forza a Grillo, Scelta Civica ha visto depotenziata la sua capacità di incidere sul governo. E come Monti aveva già sperimentato durante il suo governo, non basta avere ragione per ottenere soddisfazione, e spesso il gioco delle parti degli avversari risulta più premiante. Tutto ciò crea disorientamento dentro lo stesso movimento centrista. Non è il merito, la qualità, la competenza a premiare l’azione politica. Spesso la demagogia ottiene molto di più.


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