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ANTONIO INGROIA/ Il Csm lo espelle dalla magistratura: assente ingiustificato per oltre 15 gg

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha stabilito che l’ex pm non fa più parte dell’ordine giudiziario. Una decisione assunta all'unanimità dalla quarta commissione

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Antonio Ingroia non fa più parte della magistratura. Non ne fa più parte di fatto, da tempo. Anzitutto, da quando assunse la decisione di formare un partito, Rivoluzione civile, assieme all’Idv e a quel che resta delle formazioni che si richiamano esplicitamente al comunismo. Ma il partito non entrò in Parlamento e Ingroia si ritrovò a dover fare marcia indietro. Purtroppo per lui, era del tutto convinto di farcela. Si candidò, quindi, con estrema disinvoltura in tutte le circoscrizioni. Pure a Palermo, dove aveva esercito da Pm fino al giorno prima, nonostante la normativa lo vietasse. Tutte tranne una, in ogni caso: la Val d’Aosta. Non pensando di trovarsi a piedi, non avrebbe mai immaginato che, questa volta, l’avrebbero obbligato a rispettare le regole. O Aosta o niente. Ma Ingroia con gli stambecchi non voleva averci niente a che fare. Come primo gesto, preso possesso della sua nuova sede, si prese un mese di ferie. Poi, fece sapere che avrebbe lasciato la magistratura per continuare a far politica. Ora, tuttavia, è stato il Consiglio Superiore della Magistratura, riunito in seduta plenaria, a stabilire che non fa più parte dell’ordine giudiziario. Una decisione assunta all'unanimità dalla quarta commissione, che ha deliberato la decadenza dall'ordine giudiziario «per essere rimasto assente dall'ufficio», presso il tribunale di Aosta «ingiustificatamente per un periodo superiore ai quindici giorni».

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