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ESERCITO DI SILVIO/ Video, Furlan: saremo i suoi "Testimoni di Geova"

Sono le ore più convulse, per Silvio Berlusconi e per la politica italiana. Entro giovedì al massimo, la Corte di Cassazione si esprimerà definitivamente sul processo Mediaset

Pietro Grasso - Infophoto Pietro Grasso - Infophoto

Sono le ore più convulse, queste, non tanto e non solo per Silvio Berlusconi, quanto per la politica italiana. Entro giovedì, al massimo, la Corte di Cassazione si esprimerà definitivamente sul processo Mediaset. L’ipotesi di assoluzione, che con ogni evidenza risulterebbe la meno problematica, è la meno probabile. Non si può dire lo stesso dell’eventualità di una condanna definitiva a 4 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici. In tal caso, si aprirebbero nuovi e inquietanti scenari. A partire dalla caduta del governo per mano di Berlusconi o dell’ala più movimentista del suo partito, fino alla decisione di staccare la spina ad opera dello stesso Pd che non sopporterebbe di coabitare in un una compagine governativa con un Pdl in mano ad un condannato e interdetto. Comunque vada, è pressoché certo che l’ex premier non abbandonerà la politica. Dei 4 anni di reclusione, ne dovrà scontare solo uno per effetto dell’indulto. E lo sconterà ai domiciliari, essendo ultrasettantenne, da dove potrà tranquillamente continuare a gestire le sorti del suo soggetto politico. Che, di recente, ha esteso i propri confini. Si ricorderà l’Esercito di Silvio Berlusconi, la controversa formazione messa in piedi dall’imprenditore Simone Furlan che, in ragione della sua evidente connotazione militaresca, dovette sgomberare il campo da ogni dubbio circa eventuali intenzioni bellicose, spiegando che si trattava semplicemente di un soggetto volto alla ricostruzione di Forza Italia. Dalla sua fondazione, l’Esercito, di strada ne ha fatta. E, con una campagna in tutta Italia, ha annoverato (a quanto affermano gli organizzatori) 20mila militanti divisi in reggimenti. Ebbene, a Villafranca Padovana, nel corso dell'ultima tappa del tour, Furlan ha lanciato una nuova iniziativa. I “testimoni di Silvio Berlusconi”. L’imprenditore, dal palco, ha spiegato anzitutto le ragioni dell’Esercito, facendo presente che il pilastro del centrodestra italiano non può essere deposto da un golpe giudiziario. L’unico modo per impedirlo, è individuare un progetto politico nuovo, partendo dalla premessa che milioni di italiani vivono la medesima frustrazione. Furlan ha precisato che, se la maggiore parte delle persone sono solite domandarsi cosa il Cavaliere possa fare per loro, l’Esercito di Silvio si è sempre chiesto cosa poteva fare per il presidente. «Ce lo hanno massacrato e ce lo hanno reso triste – chiosa Furlan -. E’ sempre stato solare. Quindi, dobbiamo essere i testimoni di Silvio Berlusconi. Come i testimoni di Geova». Ha detto proprio così. Specificando che il compito di questa nuova iniziativa consisterà nel tornare ad andare con coraggio casa per casa, azienda per azienda. Chi dice, poi, che l’iniziativa è pagata da Silvio «è un deficiente», ribatte Furlan. In maniera non del tutto cristallina, infatti, ha spiegato che è sufficiente andare sul camper per scoprire che c’è «un orologio che fa da telefono» che ha fatto da sponsor dalla campagna. Di seguito, pubblichiamo un video tratto da vice.com, che ha realizzato il servizio sui testimoni di Silvio.  

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