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Politica

LEGGE ELETTORALE/ Il giurista: ecco come disfarsi del Porcellum

Secondo STEFANO CECCANTI, occorre introdurre un doppio turno sul modello dell’elezione dei sindaci, prevedendo un premio di maggioranza che porti al 55% per chi vince lo spareggio

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È vero che abbiamo il dovere di risolvere il problema segnalato a suo tempo dalla Corte Costituzionale, ma dobbiamo farlo senza allontanarci da quelle che sono le esigenze di una democrazia governante. E non c’è un solo modo di sciogliere il nodo sollevato dalla Corte: ce ne sono diversi che vanno in direzioni opposte o comunque contraddittorie. Per esempio, se ci limitassimo esclusivamente a eliminare il premio di maggioranza avremmo fatto la scelta di allontanarci dalla democrazia governante e con tutte le probabilità entreremmo in un sistema di larghe alleanze permanenti. Cosa che, di per sé, non è auspicabile. Lo stesso varrebbe se decidessimo di mettere una soglia alta per assegnare il premio di maggioranza in un turno unico, per esempio al 40% come prevede una delle ipotesi allo studio. Anche in questo caso avremmo probabilmente larghe intese obbligate subito oppure dopo poco tempo: la soglia di quel tipo o è irraggiungibile o, al limite, lo sarebbe forse solo da alleanze eterogenee, analogamente a quanto accadeva col turno unico, che verrebbero meno dopo poco.

Sono ipotesi che ci farebbero uscire dall’incostituzionalità, ma ci farebbero  precipitare  in altri gravissimi problemi. Quindi non sarebbero soluzioni sensate. Un’altra soluzione, che produrrebbe gli stessi effetti, è il ripristino della legge Mattarella. Perché anche quella legge, con la frammentazione di partenza in molti poli come quella che abbiamo oggi in Italia, imporrebbe l’obbligo di grandi coalizioni permanenti o alleanze eterogenee che crollerebbero dopo poco.

A mio modo di vedere c’è un solo sistema che consente di rispondere ai problemi sollevati dalla Corte restando in una democrazia governante, ed è quello di prevedere un doppio turno sul modello dell’elezione dei sindaci. In pratica, se al primo turno nessuna coalizione arriva alla soglia del 50% dei voti si fa uno spareggio tra le prime due coalizioni e i rispettivi candidati premier. Chi vince lo spareggio si prende il premio di maggioranza e va al 55% dei seggi a livello nazionale, sia alla Camera che al Senato.


COMMENTI
06/08/2013 - c.a. prof.ceccanti (cesare casali)

unica obiezione ma fondamentale per la rappresentatività: al primo turno si presentano per ipotesi il 50% degli iscritti alle liste al secondo il 30% al netto dei voti validi e nulli 25% avremmo un parlamento ed un governo che rappresenta una minoranza con evidenti conseguenze della tenuta sociale ed economica.

 
30/07/2013 - tra le altre cose (Paolo Facchini)

Se non ricordo male più di un partito di governo aveva in programma il superamento del sistema bicamerale puro: facciamolo.