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Politica

SENTENZA MEDIASET/ Coppi: la prescrizione non sarebbe colpa nostra

Coppi, interpellato dai giornalisti in una pausa dell’udienza, ha spiegato che punta ad un annullamento pieno della sentenza perché il fatto non è previsto dalla legge come reat

Pietro Grasso - InfophotoPietro Grasso - Infophoto

Continua il processo Mediaset, in cui Berlusconi, se la Cassazione confermasse la sentenza d’Appello, potrebbe subire una condanna definitiva a quattro anni di reclusione (tre dei quali indultati) e cinque di interdizione dai pubblici uffici. Tutto è nelle mani, oltre che ovviamente dei giudici, dell’avvocato Franco Coppi, noto come il principe dei cassazionisti, conosciuto, temuto e rispettato in tutte le aule di Tribunale e noto per pretendere dai suoi assisiti un atteggiamento irreprensibile. Coppi, interpellato dai giornalisti in una pausa dell’udienza, ha spiegato che punta ad un annullamento della sentenza perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. Secondo il legale, infatti, si ravviserebbe non tanto il reato di frode fiscale ma la semplice infrazione della dichiarazione illegittima. Coppi, poi,ha precisato che in subordine chiederà un annullamento con rinvio alla Corte d'appello. Se si verificasse un’eventualità del genere, per Berlusconi equivarrebbe ad una sentenza di assoluzione. La precisione, infatti, dovrebbe giungere attorno a settembre e, ovviamente, non ci sarebbe il tempo da qui ad allora per rifare il processo in appello. In tal senso, ad una domanda di una giornalista di Repubblica, Coppi ci ha tenuto a sottolineare: «L'eventuale prescrizione che dovesse venire dopo un rinvio alla Corte d'appello non sarebbe certo colpa nostra».

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