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ABOLIZIONE PROVINCE/ Via libera del Cdm al ddl costituzionale. Grillo: così risparmiamo 17 miliardi

Pubblicazione:venerdì 5 luglio 2013

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Il Consiglio dei ministri ha da poco approvato il disegno di legge costituzionale di abolizione delle province. Il provvedimento è formato da tre articoli: il primo si limita ad annunciare l’abolizione delle province, il secondo cancella ogni riferimento alla province in tutti gli altri articoli della Costituzione, mentre il terzo fissa a sei mesi il limite massimo di tempo per l’entrata in vigore del provvedimento. Intanto, dal proprio blog, Beppe Grillo si è scagliato contro la Corte Costituzionale che un paio di giorni fa ha dichiarato illegittima proprio l'abolizione delle province. Il linguaggio usato dalla Corte è “sublime”, dice il leader del Movimento 5 Stelle citando le motivazioni della Consulta, secondo cui "il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio". Detto in parole povere, spiega Grillo, “le Province non si toccano. Sono circa 17 miliardi di risparmio all'anno per un ente le cui competenze possono essere assorbite dalla Regioni, ma di questi tempi si può scialare”. Di fronte a queste decisioni “calate all'improvviso da enti supremi”, il cittadino si ritrova “come nel Processo di Kafka, spogliato da ogni decisione, annichilito da forze inesplicabili, inavvicinabili. Da moderni numi contro i quali non c'è appello”, dice l’ex comico genovese. Dopo aver riportato nomi e cognomi di tutti i giudici che compongono la Corte costituzionale, Grillo conclude: “A loro chiedo di verificare se il precariato è costituzionale. Se gli esodati sono costituzionali. Se la legge elettorale Porcellum è costituzionale. Se spostare la data pensionistica a 67 anni è costituzionale. Se comprare cacciabombardieri per una Repubblica che ripudia la guerra è costituzionale. Se i rimborsi elettorali ai partiti contro la volontà di un referendum sono costituzionali. Fateci sapere, consultate le sudate carte”.



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