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SONDAGGI/ Il Pdl si "allea" con Letta e ruba il posto (e i voti) al Pd

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Come può giudicare in questo momento l’atteggiamento dell’elettorato italiano nel suoi complesso?
Guardi, al momento quello che si può notare è una nuova crescente delusione nei confronti dei partiti. Tanto per intenderci il livello fisiologico dell’area di chi dice di non voler andare a votare è risalita intorno al 40-45 per cento, dal 33 fisiologico. L’impressione è che quelli che vanno a votare scelgano i “loro”, sostanzialmente i due partiti maggiori, Pd e Pdl. C’è il movimento di Grillo che ha delle oggettive difficoltà, ma non è detto che quelli che in questo momento si allontano dal Movimento 5 Stelle scelgano poi gli altri partiti. Riassumendo, si può parlare di lenta e costante disillusione, di mantenimento di posizioni e di un ritorno all’astensionismo, cosa del resto che si è vista chiaramente nelle ultime amministrative.

Come viene giudicata la popolarità del governo?
È ancora su valori buoni, ma dopo tre mesi si cominciano a fare i primi bilanci. Poi c’è un equivoco di fondo.

Quale?
Beh, è un esecutivo di “grande coalizione”, con i due partiti maggiori uniti nel governare, quindi non esiste al momento una distinzione di scelta politica che divida i due elettorati e ponga dei problemi di scelta. Si può dire che si percepisce da un lato la necessità di aver costituito questo governo, ma anche i primi sintomi di una delusione perché il governo non fa delle scelte importanti e decisive. È questo che si nota nell’elettorato italiano al momento. Occorre vedere come si evolverà la crisi economica, che riflessi di carattere sociale avrà. Al momento questi rilevamenti sui partiti, al primo o al secondo posto, a secondo del dibattito politico interno, hanno più un riflesso mediatico che reale. Le persone ormai devono fare i conti ogni giorno per affrontare questa crisi e non sono tanto attirate dai sondaggi sui partiti, ma dalla sequenza dei dati economici che arrivano settimanalmente.

(Gianluigi Da Rold)



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