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Politica

SCENARIO/ Franchi: ecco perché il "tutti contro tutti" non preoccupa Napolitano...

Enrico Letta (Infophoto)Enrico Letta (Infophoto)

Una disgregazione del tessuto sociale, che può rischiare di portarci all'implosione. Questo è quello che temo veramente, sperando che non accada. Ma non posso essere ottimista. L'azione del governo è stata sinora limitata, basta fare la somma dei provvedimenti adottati. In più, i segnali di ripresa o di crescita sono tenui, per certi versi anche contraddittori, e in tutti i casi non in grado di rilanciare l'occupazione nel nostro Paese. Resta questo punto di riferimento del governo, che ha acceso anche qualche speranza, ma che è sempre attraversato da contrasti e che, per certi versi, sono anche comprensibili. Non si può nascondere quello che è avvenuto con la sentenza della Cassazione su Berlusconi. Hai voglia di distinguere il fatto privato da quello politico! È un'operazione molto difficile e nel Pd questo si è visto e si continua a vedere chiaramente.

Ma la tenuta dell'esecutivo, nonostante tutti tirino la corda, ha dei "guardiani" importanti. C'è chi parla di Giorgio Napolitano, ovviamente, ma anche di Mario Draghi.
Certamente il presidente della Repubblica è ritornato al Quirinale per garantire quel minimo di stabilità possibile e il suo mandato è legato a questa scelta. Non so dire quale siano le carte che sta giocando il presidente della Banca centrale europea.

Pur concordando che questo governo appaia spesso come un paradosso, perché teme una ulteriore disgregazione sociale?
Perché vedo che nonostante gli sforzi il clima non cambia, non si vede una svolta reale e continua questa concitata situazione di "tutti contro tutti". Che dire di fronte a un fatto simile? C'è da sperare che il carro vada avanti e non esca di strada.

(Gianluigi Da Rold)

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