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SCENARIO/ Franchi: ecco perché il "tutti contro tutti" non preoccupa Napolitano...

Pubblicazione:domenica 11 agosto 2013

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

La vicenda dell'Imu, la legge elettorale da riformare, con pure l'incognita di una sentenza della Consulta sulla sua costituzionalità (diventerebbe grottesco un voto anticipato prima di dicembre e poi magari una bocciatura). E ancora le polemiche incrociate tra Guglielmo Epifani e Silvio Berlusconi. E poi lo stato dei partiti, con il Pdl sempre in garitta, a baionetta innestata, e il Pd sempre coinvolto in problemi poco decifrabili per scadenze, date congressuali, primarie, linee politiche che si snodano contorte tra "giovani turchi", renziani, lettiani di stretta osservanza. A volte sembra che la fragilità di questa maggioranza sia la sua forza, perché al di là di questo governo che Enrico Letta presiede con tutte le sue forze e le sue capacità non c'è che il vuoto. E una eventuale competizione elettorale, probabile anche con una legge modificata, porterebbe a un risultato simile a quello di febbraio, con il vuoto conseguente. È persino superfluo dire che l'Italia, con il suo sistema politico, la sua situazione economica e sociale, sia in un stato di necessità; il problema è vedere quanto può durare un simile assetto. Paolo Franchi, editorialista del Corriere della Sera, "vecchia anima" di sinistra, ma analista politico di rara capacità, cerca di vedere quello che può capitare nel giro di pochi mesi, o forse sarebbe meglio dire di poche settimane.

Che cosa la colpisce di più in questa situazione, Franchi?
Mi sembra che guardando con un minimo di realismo, ci troviamo di fronte a un paradosso. Non c'è altra possibilità di maggioranza, non esiste un'alternativa realistica e percorribile. Eppure tutti stanno continuando a tirare la corda in modo ossessivo. È questa l'essenza del paradosso. Perché anche se tirano la corda, anche se si trovano motivi continui di contrasto, il governo va avanti, sta insieme, al momento. Se poi dobbiamo fare una valutazione sui tempi di durata di questo governo, il problema diventa veramente arduo.

Forse ci si può rifare a un senso di responsabilità, come è avvenuto in altri momenti della storia di questo Paese.
Noi facciamo spesso delle analisi e delle valutazioni scomodando confronti con situazioni che erano del tutto differenti. Abbiamo in mente i governi di solidarietà nazionale. Ma in quel caso c'erano partiti forti, rappresentativi e anche vincenti dal punto di vista elettorale. Il momento che stiamo vivendo non c'entra nulla con quel periodo. Qui ci sono due sconfitti che governano insieme e continuano a trovare motivi di contrasto.

Che cosa teme di più da una simile situazione?


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