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Politica

COMIZI E TV/ Quella parola che fa di Renzi un po' Berlusconi

Matteo Renzi (InfoPhoto)Matteo Renzi (InfoPhoto)

Da un lato perché la politica è spesso vissuta come uno strumento per raggiungere il potere, e una volta che si entra nel Palazzo si diventa ossessionati dalle sue logiche perdendo il contatto con il Paese reale. Si tratta di un rischio sistematico che porta a gravi errori di giudizio. Il più evidente è stato quello di Mario Monti, che ha pensato di essere molto popolare e si è candidato, con il risultato che conosciamo tutti.

 

Che cosa manca quindi ai politici italiani?

Manca un approccio professionale alla comunicazione politica. Oggi non ci si improvvisa comunicatori, né si possono fare le campagne elettorali senza una strategia ben precisa.

 

Che cosa ha fatto sì che Berlusconi e Renzi, a differenza degli altri politici, non si rinchiudessero nel Palazzo?

Per Berlusconi è una dote innata che ha nel sangue. Ama andare in giro, parlare con la gente comune e farsi volere bene, e quindi tutt’al più il suo problema è stato che una volta diventato presidente del consiglio avrebbe dovuto mantenere un profilo un po’ più istituzionale. Renzi invece nel Palazzo non è ancora arrivato, staremo a vedere se quando ci entrerà riuscirà a mantenere il filo diretto con la gente. La mia perplessità maggiore riguarda però un altro fatto.

 

Quale?

Mi domando se Renzi abbia un’idea forte dell’Italia e un progetto concreto. Sulle doti di statista del sindaco di Firenze ho numerosi dubbi, e francamente non so se sarà all’altezza delle aspettative che sta creando con la sua comunicazione peraltro efficace.

 

(Pietro Vernizzi)

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