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IL PUNTO/ Pasquino: così Napolitano "spenna" i falchi di Pd e Pdl

Quali saranno le conseguenze politiche del messaggio di Giorgio Napolitano sulla cosiddetta "agibilità politica" di Berlusconi e sul Pdl? Il punto di vista di GIANFRANCO PASQUINO

Renato Brunetta e Fabrizio Cicchitto (Infophoto) Renato Brunetta e Fabrizio Cicchitto (Infophoto)

"Di qualsiasi sentenza definitiva, e del conseguente obbligo di applicarla, non può che prendersi atto". La presa di posizione del capo dello Stato che Berlusconi attendeva da giorni è finalmente arrivata. Ed è inequivocabile nella sua chiarezza, sia sul futuro del governo (non scioglierò le Camere) che sul destino politico di Berlusconi (sta a lui, ora, decidere cosa fare). "Berlusconi? Ora deve fare politica" dice a ilsussidiario.net il politologo Gianfranco Pasquino.

Professore, che fine fa l'agibilità politica di Berlusconi?
Non cambia, nel senso che c'è una sentenza definitiva che Berlusconi deve rispettare. È in attesa di conoscere l'entità e le modalità di espiazione della pena e soprattutto quale sarà la durata della sua sospensione dai pubblici uffici.

Qual è secondo lei il vero spirito della dichiarazione di Napolitano?
Penso che Napolitano sia stato infastidito dalle pressioni immediate di provenienza berlusconiana, di Schifani e Brunetta in primo luogo, e da parte organi di stampa come Il Giornale e Libero, che hanno esagerato. Anche perché hanno dato per scontato che il destino di Berlusconi fosse nelle mani di Napolitano quando invece non è così. A fronte di queste sollecitazioni, Napolitano ha ribadito che l'esigenza del paese è quella di avere un governo e che per questo non scioglierà il Parlamento. Inoltre, ha detto che il modo migliore per andare oltre questa situazione, da parte di Berlusconi, è di rispettare la sentenza.

Veniamo al passaggio sull'atto di clemenza. Napolitano ha detto di non aver ricevuto nessuna richiesta. Per alcuni è una giusta sottolineatura dopo le pressioni subite, per altri è un importante spiraglio. Lei che dice?
Che la domanda di grazia non sia pervenuta, Napolitano lo aveva già detto e lo ribadisce. Non gli si può rimproverare di non aver tirato qualcosa fuori dal cilindro, se prima non vi è stato messo. Ciò detto, Napolitano e non solo lui hanno già rilevato che è difficile che ci sia una domanda di grazia nel momento in cui ci sono altri processi pendenti nei confronti di Berlusconi. Ovvero: attenzione, perché l'istanza potrebbe essere prematura… Comunque, è come se il capo dello Stato dicesse: se farete qualcosa, deciderò. Sulla base delle leggi e della situazione.

Come valuta invece il passaggio in cui si cita il problema di una necessaria riforma della giustizia?
Napolitano ha già detto che la giustizia deve essere riformata. E lo diremmo tutti. Naturalmente un conto è dire che c'è un'esigenza di riforma, altro conto è pensare, come fanno Berlusconi e il Pdl, che la magistratura debba essere sottoposta al potere esecutivo o al potere legislativo o al potere elettorale del popolo. Questa non è una riforma, ma cercare di asservire la magistratura.

Qual è secondo lei il messaggio politico che il Quirinale manda al Pdl?


COMMENTI
14/08/2013 - A ciascuno il suo ...dovere! (Luigi PATRINI)

Concordo con Pasquino: ora si deve fare politica. Sono stato un paio d'anni (quasi tre) in Forza Italia: sono tutti berluscon-dipendenti. Per questo me ne sono andato molto presto. Pasquino ha ragione a dire che il futuro di Berlusconi dipende da lui. Ma anche gli altri politici tornino a fare politica seriamente, cioè pensando davvero al "bene comune", non al loro! La cosa più bella che emerge dal comunicato di Napolitano, secondo me, è proprio che la democrazia vive se ciascuno fa il suo Dovere: in democrazia ciascuno è - e deve essere - artefice e protagonista di quel che vuol essere. Forse Berlusconi potrebbe giovare ancora al Paese se facesse bene il nonno dei suoi nipoti e concorresse con altri alla guida del PdL-FI, facendolo diventare un partito in cui si tengono veri congressi e si svolgono vere elezioni interne, senza un capo che decide chi deve decidere ai vari livelli! In caso contrario, quando ...la natura farà il suo corso, il PdL si sfalderà, di conseguenza anche il PD perderà l'unico collante che lo tiene unito (cioè l'antiberlusconismo)e tutto si rimetterà in moto... A meno che il Paese non sia già morto prima!