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Politica

BERLUSCONI INCANDIDABILE?/ Il giurista: la legge Severino non può fermarlo, serve il voto del Senato

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

Esatto, il voto delle Camere non è agganciato ad alcun parametro precostituito né dalla legge né dai giudici. E' un voto tutto politico, come era ed è quello su ciò che resta delle immunità parlamentari. Se così non fosse verrebbero meno anche le macerie della separazione dei poteri all’interno del nostro sistema istituzionale. Così come il governo non può decidere chi sarà magistrato, allo stesso modo i magistrati non possono stabilire autonomamente chi può entrare o deve uscire dal Parlamento. La logica dello Stato di diritto vuole che a decidere sia un voto della camere non giuridicamente vincolato. 


In quali casi allora la legge Severino può effettivamente impedire una candidatura?
La legge Severino è stata pensata come legge anticorruzione. Questa legge introduce tutta una serie di limitazioni al diritto costituzionale di svolgere funzioni rappresentative. Quindi funziona benissimo per i consigli comunali o regionali che, al contrario delle Camere, non sono garantiti dall’articolo 66 della Costituzione. E' che ci si dimentica che il Parlamento è - e dovrebbe continuare ad essere - un potere dello Stato. Oggi sembra che la separazione dei poteri esista al solo scopo di tutelare l'indipendenza della funzione giudicante. Anche questo è molto divertente. 

Qualora il Senato votasse l'incandidabilità di Berlusconi, la legge Severino potrebbe impedire al presidente Napolitano di nominarlo senatore a vita? 
Questo è un problema completamente diverso. Ma ci porta allo stesso punto che oggi si vuole rimuovere. Anche una scelta del Capo dello Stato in questo senso sarebbe una valutazione esclusivamente politica. E politica oggi sembra diventata una parolaccia sconcia. Se vuole la mia personalissima opinione, non credo sia questa la via d’uscita che ha in mente Napolitano per risolvere la situazione. A Napolitano interessa la tenuta del Governo. Che è la condizione per poter praticare quel po' di politica fiscale e di bilancio che ancora ci lasciano fare dopo quella vera e propria automutilazione che è stata la approvazione del 'Fiscal compact'. E per cercare di vivacchiare ai margini delle decisioni prese tra le signore di Berlino e i signori di Bruxelles. Se cade il Governo chi li stanzia gli 80 miliardi del Fiscal Compact? Altro che Imu da abrogare. In uno scenario del genere si capisce che Berlusconi ormai è marginale. Come lo è il Pd. E' che ci si appassiona a questi temi per non parlare d'altro. 

Come crede potrà risolversi la situazione? 
Al momento è davvero difficile immaginarlo. Per quanto riguarda questa condanna, credo che la migliore soluzione per il condannato possa essere l’affidamento ai servizi sociali, ipotesi di cui abbiamo letto in queste settimane. Ma c’è un altro problema di fondo da tenere in considerazione: Berlusconi è in attesa di altri giudizi i cui esiti probabilmente andranno a sommarsi a questa recente sentenza. Insomma, nei prossimi mesi la situazione non potrà che complicarsi ulteriormente. 


(Claudio Perlini)

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COMMENTI
16/08/2013 - Un po' di chiarezza (Franco Labella)

Da modesto docente di Diritto vorrei fare qualche osservazione sulle tesi del prof. Mangia che sostiene l'inutilizzabilita' della legge Severino. La prima osservazione riguarda la tesi secondo la quale il Senato potrebbe con una sua decisione politica bloccare gli effetti di una sentenza passato in giudicato. Non mi pare che la Costituzione lo preveda in alcun punto ed in ogni caso l'evenienza aprirebbe quanto meno lo spazio ad un intervento della Consulta per un evidente conflitto tra poteri. Per usare i toni ed il linguaggio del prof. Mangia ancora piu' singolare e' il ragionamento di una pretesa incostituzionalita' della legge Severino ictu oculi e cioè' senza un intervento della Consulta. Ancora piu' singolare e' la tesi che una sentenza definitiva di condanna sarebbe l'esplicitazione solo dell'autonomia della magistratura e non un caposaldo di civilta' giuridica. Il cittadino senza conoscenze giuridiche di base (come gli studenti italiani dopo la gelminiana eliminazione dello studio del Diritto nelle superiori) leggendo questo come altri articoli non puo' che restare perplesso e senza elementi di giudizio. Che ne pensa il prof. Mangia di una campagna per ripristinare lo studio del Diritto nelle scuole e rendere almeno intellegibili interventi come il suo? Prof.Franco Labella coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia