BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ L'obiettivo "minimo" di Letta apre la lotta di successione in Pd e Pdl

Pubblicazione:

Enrico Letta (Infophoto)  Enrico Letta (Infophoto)

Non è detto, però, che l'asse fra Letta e Gugliemo Epifani regga per sempre. Sinora ha funzionato, ma potrebbe infrangersi intorno al voto autunnale sulla decadenza di Silvio Berlusconi dal parlamento.

La reazione del Pdl intorno al rispetto della sentenza della magistratura (evocato come precondizione dallo stesso Napolitano) rimane però la principale incognita delle prossime settimane. Il Cavaliere ha passato Ferragosto riflettendo sulle prossime mosse da compiere, tutt'altro che rassegnato a farsi da parte. E nel suo partito l'unità sin qui dimostrata è più apparente che reale, al punto che in molti cominciano a ragionare su un dopo-Berlusconi sino a ieri impensabile, contribuendo ad alimentare caos e incertezza. C'è chi lo fa in silenzio e chi già ne parla apertamente. Se Giorgia Meloni si affretta a iscriversi a primarie immaginarie, magari in ticket con il leghista Tosi, lo stesso sindaco di Verona deve scontarsi con il no granitico del suo ex leader Bossi, che gli preferirebbe a quel punto Marina Berlusconi. Ma la figlia del Cavaliere sta facendo di tutto per non essere coinvolta, mentre rimane un'incognita il ruolo futuro di Angelino Alfano, che qualcuno vorrebbe sganciato dal governo (o quantomeno dal Viminale) per occuparsi a tempo pieno del partito.

Persino dentro lo schieramento centrista le acque sono agitate e il divorzio fra Mario Monti e Pierferdinando Casini è per la maggior parte degli osservatori solo questione di qualche settimana. 

Con questi elementi dovrà fare i conti Enrico Letta, che per non dare l'impressione di rallentare ha già riempito la sua agenda di appuntamenti significativi. Dopo essere stato nei giorni scorsi in Azerbaijan ad occuparsi di energia, è atteso in rapida successione dal Meeting di Rimini, da un viaggio a Vienna e dal G20 di San Pietroburgo ai primi di settembre, perché l'imperativo per lui è saper correre più veloce di quanti vorrebbero la fine dell'esperienza del suo strano governo che all'estero sembra piacere assai più che in Patria.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.