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Politica

GOVERNO LETTA/ Saltamartini (Pdl) e Mosca (Pd): Imu e legge elettorale, ecco le nostre riforme

Durata del governo, giustizia, Imu, riforme, giovani: parlano ALESSIA MOSCA (Pd) e BARBARA SALTAMARTINI (Pdl), membri dell'Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà

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Restano, come monito, le parole del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel suo intervento al Meeting di Rimini del 2011: "Il prezzo che si paga per il prevalere – nella sfera della politica – di calcoli di parte e di logiche di scontro sta diventando insostenibile". A due anni di distanza, il governo Letta pare aver raccolto l'appello del presidente della Repubblica, mettendo insieme i moderati dei due partiti maggiori, Pd e Pdl, usciti dalle elezioni di febbraio senza la possibilità di formare un governo. Come se quindici anni di bipolarismo aggressivo e inconcludente si fossero presi la rivincita. Da dieci anni, l'Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà raccoglie politici di tutti gli schieramenti, col proposito di superare la logica dello scontro, naturalmente rispettando le diverse ispirazioni politiche. Un luogo di confronto per chi pensa che per fare l'interesse del paese si possa concedere qualcosa anche a chi sta dall'altra parte dell'emiciclo. In una una fase così delicata per la politica italiana, segnata dalla continua incertezza sulle sorti del governo, ilsussidiario.net ha intervistato Alessia Mosca (Pd) e Barbara Saltamartini (Pdl), entrambe appartenenti all'Intergruppo.

Siete in maggioranza insieme al partito che è stato il vostro principale avversario alle ultime elezioni. Si dice che una delle principali virtù del politico sia il realismo. Vi sembra realistico o no che il governo Letta vada avanti?
Alessia Mosca (Pd): Siamo arrivati a questa maggioranza anomala e innaturale a causa della situazione che una crisi profonda della fiducia nel sistema politico e questa legge elettorale hanno determinato. Di fronte allo stallo o peggio all'instabilità instituzionale, che il nostro paese non si poteva e non si può permettere in un momento di crisi ancora profonda, l'unica alternativa è stata quella di accettare la sfida più difficile, quella di far prevalere l'interesse del paese agli interessi di parte. Questa sfida potrà essere portata avanti solo se si riusciranno a realizzare quelle riforme per cui il governo Letta è nato, a partire dalla legge elettorale e dalle modifiche del sistema politico/istituzionale, oltre che alcune misure per aiutare il paese ad uscire il più rapidamente possibile dalla crisi. I primi segnali si stanno avvertendo: bisogna manterene questa rotta che ci può portare fuori dalla tempesta.
Barbara Saltamartini (Pdl): Stiamo attraversando - e non per colpa del Pdl - una fase davvero complicata. Alle congiunture internazionali, alla gravissima crisi economico sociale si aggiunge una visione spesso settaria e revanchista di una parte del Pd che ha fatto dell'antiberlusconismo un credo e che invece di adoperarsi per trovare le necessarie soluzioni politiche, si sta abbarbicando sulle posizioni più radicali. Ciò nonostante il presidente Berlusconi ha inteso favorire responsabilmente la nascita di questo Governo, che oggi deve proseguire la sua missione portando a termine gli impegni assunti all'inizio del suo mandato soprattutto in materia economica per sostenere famiglie e imprese italiane.

Preferite la salute e quindi la durata del governo o l'unità del partito? In particolare chiedo a lei, on. Saltamartini: dove passa la strada del Pdl nel dopo Berlusconi?