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MEETING 2013/ Napolitano: senza Europa rischiamo “l’estinzione” dei nostri valori (video)

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Giorgio Napolitano al Meeting di Rimini nel 2011 (Infophoto)  Giorgio Napolitano al Meeting di Rimini nel 2011 (Infophoto)

I tecnicismi ovviamente prevalgono se si discute soltanto in termini di modifiche ai trattati o di nuovi accordi e di nuove regole. Tutto questo è parte essenziale di un processo di sviluppo dell'integrazione però oramai siamo vittime di un linguaggio che è diventato quasi un codice per iniziati. Ogni risoluzione o testo di conclusioni di Consiglio europeo sono lunghi documenti che richiederebbero una traduzione in linguaggio umano, in linguaggio comune, accessibile a tutti i cittadini. Quindi, è chiaro che ha una parte anche la tecnica istituzionale, la tecnica giuridica e, naturalmente, le tecniche delle politiche di bilancio e delle politiche economiche ma ci vuole - ripeto - un forte senso della propria missione come "Europa" in un mondo che cambia radicalmente e che non può perdere il contributo proprio della storia europea e della cultura europea.

 

Oggi chi sta costruendo Europa? Dove lei vede, se li vede, i segni di un cammino che è ripreso o che continua in modo sereno, importante nel senso delle parole che dicevamo prima?

 

Io penso che costruiscano l'Europa, oggi, tutti i giovani che si incontrano, tutti i giovani che si riconoscono come europei e non più soltanto come italiani, tedeschi, spagnoli e così via. Non è un omaggio retorico ai giovani in quanto tali ma se si pensa a ciò che ha rappresentato il programma Erasmus si è veramente sbalorditi di quanto abbia contribuito ad avvicinare, a far comprendere reciprocamente anche linguisticamente e nel costume, nelle aspettative, negli atteggiamenti. Ed è lì che si costruisce l'Europa. Si costruisce l'Europa nei grandi centri di ricerca scientifica europei: ho visitato il CERN di Ginevra, ho visitato il Centro di Tecnologie Nucleari nei pressi dell'Aja, in Olanda. Ci sono in ciascuno di questi Centri centinaia e centinaia, anche oltre il migliaio, di ricercatori e di ricercatrici molto giovani che lavorano insieme, che aprono insieme le vie del futuro, non soltanto per il nostro continente, e tendono a riaffermare, non dirò il primato, ma certamente posizioni di avanguardia della cultura e della scienza europea. 
Penso che si costruisca "Europa" anche in paesi che sono usciti da fasi molto difficili, innanzitutto i paesi dell'Europa balcanica che sono usciti da una terribile e spaventosa guerra fratricida, orrori che sono stati ricordati anche di recente in tristissimi anniversari come quello di Srebrenica. Il fatto che questi paesi oggi abbiano come obiettivo comune entrare in Europa, alcuni sono già riusciti a realizzare l'obiettivo, la Slovenia e la Croazia, altri bussano alla porta e bisogna socchiudere e poi aprire la porta dell'Europa anche a loro: questi costruiscono "Europa". Anche un paese, un importantissimo paese della storia europea e dell'Europa centrale, che è la Polonia - che a lungo ha portato con sé il condizionamento di un duro passato che aveva poi anche sviluppato dei complessi di antitesi radicale alla Germania e alla Russia e, direi, perfino al popolo tedesco e al popolo russo - oggi la vediamo all'avanguardia del processo di integrazione europea, guidata da uomini che hanno recuperato e che portano avanti l'esperienza straordinaria di Solidarność. Qui si costruisce "Europa".

 

Tornando al tema dei giovani, che ha già toccato Presidente, per loro è evidente che è sempre più naturale viaggiare, studiare, fare, stringere amicizie e rapporti in questa dimensione Europa. Ci sono persone che vedono in questo un affievolirsi di un sentimento nazionale e , quindi, vedono un po' questo fenomeno con timore; per altri, invece, soprattutto per le fasce di ricercatori, di giovani impegnati nella ricerca scientifica si associa questo fenomeno alla famosa espressione "la fuga dei cervelli". Lei, come considera questa che potrebbe essere, invece, un senso nuovo di cittadinanza europea?


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COMMENTI
19/08/2013 - MA CHI SE LA BEVE! (Alberto Speroni)

ma secondo voi uno si presenta davanti ad un simile potenziale bacino di voti e si permetterebbe di dire cose politicamente contro producenti?...ma non prendiamoci in giro!

 
19/08/2013 - "..nostri valori"? (Alberto Speroni)

"..... il contributo che viene ai più alti livelli dalla Chiesa cattolica è un contributo che soltanto dei ciechi possono non vedere." Napolitano dunque è..cieco! E L U A N A !!!

 
18/08/2013 - A proposito di valori (Alberto Pennati)

Scusate la domanda: ma questo presidente della Repubblica è la stessa persona che ha lasciato che Eluana Englaro morisse? E nel modo in cui è morta? Ah dimenticavo nei prossimi nostri valori: l'eutanasia.

 
18/08/2013 - quali sono i nostri valori? (Alberto Pennati)

il multicultiuralismo ed il laicismo che cancellano la cultura italiana e la religione cattolica? oppure le conquiste di ieri: divorzio, aborto? oppure le conquiste di domani: l'invenzione dell'omofobia, del femminicidio? di sicuro la storia del presidente della Repubblica e del partito dal quale proviene ha contribuito attivamente nel conseguire questi risultati. E gli effetti si vedono nell'Italia di oggi .... povera Italia!