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LEGGE ELETTORALE/ Giorgis (Pd): facciamo il doppio turno per dare più stabilità

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Direi proprio di no. Il comitato dei saggi ha elaborato delle proposte a partire dalla competenza tecnica, tenendo conto dei diversi modelli di forme di governo, della nostra specifica storia e della nostra specifica tradizione culturale costituzionale. Si tratta di proposte che muovono dalla conoscenza e dall’esperienza scientifica, e che rappresentano un contributo alla discussione politica che inizierà poi nel comitato. Il lavoro che il comitato dei saggi concluderà a settembre offrirà una tavola sinottica delle diverse possibilità e alternative, con pregi e difetti di ciascun modello. Sarà dunque un validissimo supporto perché la discussione politica possa instradarsi in binari di solida riflessione giuridico-costituzionale.

 

La road map è un documento sottoscritto dall’ufficio politico del Pd. In vista di una riforma costituzionale, non sarebbe stato meglio partire da proposte condivise dai principali partiti?

La road map è finalizzata appunto a trovare un accordo, senza di cui non si può modificare la Costituzione. Quest’ultima è per definizione un compromesso, un grande accordo tra tutti i cittadini e quindi tra tutti i rappresentanti presenti in Parlamento. Le deroghe all’articolo 138 della Costituzione, che regola appunto le modifiche costituzionali, sono state pensate proprio per fare in modo che queste ultime siano il più possibile delle modifiche condivise.

 

Qual è la vostra proposta specifica per quanto riguarda la legge elettorale?

Il Pd auspica una legge elettorale che consenta la scelta del candidato da parte dei cittadini e la formazione di una ragionevole maggioranza in Parlamento. Il sistema che proponiamo è quello del doppio turno con collegi uninominali. Nel primo turno ciascun elettore sceglie il candidato e la forza politica in cui si riconosce di più e quindi, se nessuno supera il 50%, al secondo turno si votano i due partiti e i due relativi candidati giunti primi in ciascun collegio.

 

In che modo attraverso questo sistema sarebbe possibile garantire una maggioranza in Parlamento?

Al ballottaggio in ciascun collegio aggiungeremmo il doppio turno di coalizione, che garantisce in modo sicuro l’esistenza di una maggioranza. L’attuale legge elettorale prevede l’assegnazione del premio di maggioranza alla forza politica che arriva prima, finendo per premiare anche chi magari ha preso il 30% dei voti. La nostra proposta è invece quella di attribuire il premio di maggioranza solo a seguito di un secondo turno tra le due forze politiche che arrivano prime, da realizzarsi su base nazionale sia per la Camera sia per il Senato. Siamo invece contrari a qualsiasi forma di presidenzialismo.

 

(Pietro Vernizzi)



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