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BERLUSCONI CONDANNATO/ Dall’incandidabilità al ritiro del passaporto, gli effetti della sentenza

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Il primo degli effetti della condanna di Berlusconi è la sua incandidabilità, come previsto dal decreti anticorruzione varato dal governo Monti, secondo il quale non possono candidarsi quei cittadini che abbiano subito condanne superiori ai 2 anni di reclusione per delitti per i quali la pena massima prevista non sia inferiore ai 4 anni. Tra questi, vi è appunto la frode fiscale. Luigi Ferrarella ricorda su Il Corriere della Sera che la incandidabilità opera a prescindere dalla pena accessoria dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici, che dovrà essere rideterminata dalla Corte d’Appello. Tale incandidabilità, «anche in assenza della pena accessoria, non è inferiore a 6 anni» e ha valore «dalla data del passaggio in giudicato della sentenza». Berlusconi non potrà comunque candidarsi in Parlamento alla testa del suo partito. Se la condanna sopravviene mentre il condannato è in Paralamento, la Camera di appartenenza dovrà deliberarne la decadenza attraverso un voto successivo alla trasmissione degli atti da parte del Pm. Altro effetto per Berlusconi, ricorda sempre Ferrarella, è la revoca del passaporto; di quello ordinario e di quello diplomatico che gli è stato conferito ai tempi della presidenza del Consiglio. C’è poi la questione del carcere. Berlusconi, in quanto ultra settantenne, non ci andrà. Nei 30 giorni in cui sarà emanato l’ordine di esecuzione della pena contestualmente ad un ordine di sospensione di analoga entità, potrà chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali o la detenzione domiciliare. Considerando il periodo di sospensione feriale, Berlusconi avrà tempo fino a circa il 16 ottobre che Berlusconi dovrà fare la sua scelta.



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