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BERLUSCONI/ Feltri: è finita, io sarei scappato quando ancora avevo il passaporto

L'editorialista del Giornale Vittorio Feltri è stato intervistato dal Fatto Quotidiano riguardo la situazione di Silvio Berlusconi e si è lasciato andare a dichiarazioni affrettate

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Vittorio Feltri, editorialista del Giornale e fondatore di Libero, interviene nel dibattito su Silvio Berlusconi attraverso una recente intervista rilasciata al Fatto Quotidiano. "Questa volta è veramente finita. Fossi stato in lui sarei scappato quando ancora ero in possesso del passaporto”, ha detto. Gli afficionados del Cavaliere stanno facendo di tutto per evitare la decadenza del leader del partito prevista da una legge, la Severino, che si sta tentando di definire incostituzionale. Le parole di Feltri riportano alla memoria quanto accaduto a un anno dallo scoppio di Tangentopoli nel febbraio 1992, quando Bettino Craxi fuggì in Tunisia ad Hammamet per evitare una condanna emersa dalle prove del processo Cusani. La differenza però è che l'ex segretario del Psi il passaporto ce l'aveva ancora. Quello di Berlusconi, invece, è stato sequestrato il primo agosto durante la prima giornata del processo in Cassazione, dopo la condanna a quattro anni di carcere (diventato uno grazie all'indulto) sul quale si dovrà decidere nel mese di ottobre. Servizi sociali o arresti domiciliari? Questo l'altro grande interrogativo che al momento riguarda l'ex premier. “Lui resterà convinto fino alla fine di trovare una scappatoia ma io non la vedo”, ha proseguito Vittorio Feltri. ”Napolitano non credo che abbia l'intenzione di sciogliere le Camere. Potrebbe tentare di formare un nuovo governo, su 5 punti, cui farebbero parte anche i Cinque Stelle. Inoltre, anche se il Pd è poco compatto in questo momento, gran parte dei parlamentari aderirebbero sicuramente a un altro governo capitanato da Letta”.

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