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GOVERNO LETTA/ Franchi: Berlusconi fa "ballare" il tavolo aspettando la scissione del Pd...

Pubblicazione:martedì 20 agosto 2013

Il premier Enrico Letta (Infophoto) Il premier Enrico Letta (Infophoto)

Dopo l’intervento al Meeting di Rimini del presidente del Consiglio, Enrico Letta, non si sono fatte attendere le reazioni dei leader del Pdl. Berlusconi ha risposto su Facebook, affermando che “io resisto! Non mollo. State tranquilli che non mi faccio da parte, resto io il capo del centrodestra”. Il capogruppo del Popolo della Libertà, Renato Schifani, parlando sempre da Rimini ha invece sottolineato che “se ci sarà una chiusura pregiudiziale del Pd sul percorso di approfondimento sulla legge Severino che chiediamo, per noi sarebbe impossibile parlare di un percorso comune”. Per l’editorialista del Corriere della Sera, Paolo Franchi, “l’ipotesi più probabile è che Berlusconi si dimetta e tenga il Pdl nel governo, riservandosi però libertà di agitazione per fare ballare il tavolo politico ancora per molti mesi”.

 

Franchi, partiamo dalla dichiarazione di Berlusconi su Facebook. Che cosa ha in mente il Cavaliere?

Questa dichiarazione su Facebook formalizza e rende esplicita una posizione che è maturata nel corso degli ultimi giorni. In un primo momento di fronte alla risposta di Napolitano su una richiesta di grazia, il Pdl ha colto soprattutto il bicchiere mezzo pieno. Quindi con il passare dei giorni e l’avvicinarsi della scadenza del Senato è cambiata la percezione da parte del centrodestra. Del resto non ho mai creduto fin dall’inizio che Berlusconi si affidasse a un percorso virtuoso confidando nella grazia del presidente.

 

Quanto peserà il voto al Senato sul futuro del governo?

Il suo peso sarà notevole, e fatico anche solo a immaginare quali eventi si possano creare di qui al 9 settembre per disinnescare la “bomba”. A sentire anche le dichiarazioni che ha fatto ieri Schifani al Meeting, la questione avrà un’incidenza forte sul governo. Il capogruppo al Senato pone una corrispondenza secca nelle sue dichiarazioni tra un voto del Pd al Senato per la decadenza di Berlusconi e il fatto che il Pdl renderà impossibile una riforma della legge elettorale. Il governo entra obiettivamente in una fase molto difficile. Letta ha dalla sua l’esigenza del Paese di proseguire un cammino appena stentatamente iniziato, nonché la posizione forte del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il premier ha però contro di sé quanto sta maturando a passo di carica nel Pdl dopo la sentenza della Corte di cassazione, nonché le frizioni presenti nel Pd.

 

Queste frizioni possono fare sì che una parte del Pd alla fine salvi Berlusconi?


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COMMENTI
23/08/2013 - I furbi (luisella martin)

Diceva mio papà che la furbizia era cosa ben diversa dall'intelligenza; ciononostante era bene viaggiassero insieme! Per far soldi, tanti soldi, partendo da una famiglia semplice, di piccola borghesia, Silvio deve essere stato molto furbo. L'intelligenza però (che non é un dato immutabile, ma che muta secondo l'uso che se ne fa) avrebbe dovuto fargli capire, a condanna definitiva, che era giunta l'ora per lui di andare in pensione; ad Arcore, a Roma, ai servizi sociali, agli arresti domiciliari ... Tante scelte per il primo anno di pensione che io e molte casalinghe come me (perennemente agli arresti domiciliari e senza camerieri) non hanno potuto fare pur essendo liberi dalle pene conseguenti ad una condanna. Sarà proprio l'intelligenza, che milioni di italiani hanno dovuto usare bene per vivere un'esistenza dignitosa, a tracciare il segno sul simbolo del partito alle prossime elezioni. Quella, caro Berlusconi, non si può comprare!