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GIUSTIZIA/ 2. Violante: no a una "amnistia" che salvi i politici

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Luciano Violante (Infophoto)  Luciano Violante (Infophoto)

Sì. Non sappiamo quanti conducono a termine gli studi, quanti li interrompono per trasferimento, quanti perché non hanno più voglia di farlo. Sullo studio poi c'è da dire una cosa importante. I detenuti che studiano sono pagati. Credo che sia giusto farlo per chi non può pagarsi i libri, ma che lo Stato paghi per studiare chi può permetterselo, mi sembra francamente sbagliato. Il problema di fondo comunque è avere un chiaro sistema di centralizzazione dei dati per sapere effettivamente le condizioni e gli effetti delle pratiche rieducative.

Quali sono secondo lei le cose che si potrebbero fare subito per avere un sistema più efficiente?
Me ne vengono in mente alcune. Primo: come c'è un commissario straordinario all'edilizia penitenziaria, occorrerebbe istituire un commissario straordinario per il lavoro e lo studio in carcere. Fondo sociale europeo, fondo nazionale per le politiche sociali, regioni e comuni finanziano progetti e iniziative del terzo settore, ma un coordinamento unitario che aiuti a razionalizzare la spesa secondo me va fatto. Anche perché a breve si tratterà di gestire i fondi europei 2014-20.

La seconda?
Penso che l'Italia dovrebbe adeguarsi agli altri paesi europei dotandosi di un garante nazionale dei diritti dei detenuti. Ci sono enti e figure che lo fanno a livello territoriale, ma manca una figura di coordinamento nazionale.

Cosa pensa del braccialetto elettronico?
Abbiamo speso 90 milioni di euro per poche decine di detenuti. Francamente è incredibile che con la scarsità di risorse che c'è non si applichi fino in fondo questa misura che consentirebbe un forte risparmio in termini di controllo, di carico di lavoro sulle forze di polizia, di estensione del ricorso a misure alternative.

Secondo lei ha senso utilizzare la sanzione penale per ostacolare i flussi migratori?
Non solo è una grande sciocchezza, ma stiamo attenti a una cosa: sanzionare penalmente uno status − sanzionarti cioè non per quello che hai fatto, ma per quello che sei − lo facevano i nazisti con gli ebrei, gli omosessuali, gli oppositori politici. Nel nostro caso: sei un immigrato e quindi ti punisco. Ha fatto bene l'Europa a esprimersi contro la Bossi-Fini.

È anche vero che l'Italia per la sua posizione geografica ha uno "status" del tutto particolare.
Delle migliaia di persone che arrivano in Italia soltanto il 7-8 per cento si trattiene nel nostro paese, gli altri sono diretti in Francia, Inghilterra, Germania. Ha fatto bene il governo Letta, ma anche i governi che lo hanno preceduto, a porre la questione a livello europeo. Deve essere l'Europa a dotarsi di una politica dell'immigrazione. Che ora non ha.

Non ritiene che sia giunto il tempo, insieme alle riforme in cantiere, di varare un provvedimento di clemenza (amnistia o indulto), sia per favorirle, sia per riaffermare con forza il primato della politica?


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