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Politica

BERLUSCONI/ Mario Mauro: c'è una "ipotesi Napolitano" per uscire dalla crisi

Non sembrano esserci i termini per un accordo tra Pd e Pdl sul caso di Berlusconi. Per MARIO MAURO (Sc), ministro della Difesa, una strada c'è e l'ha in mente Napolitano

Giorgio Napolitano con Mario Mauro (Infophoto)Giorgio Napolitano con Mario Mauro (Infophoto)

Ieri il presidente del Consiglio Enrico Letta ha riferito al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sull'esito del colloquio avuto con il segretario del Pdl Angelino Alfano. Su Berlusconi le rispettive posizioni sono apparse inconciliabili, mentre ci sarebbero stati margini per raggiungere un accordo su Imu e Iva. Per Mario Mauro, esponente di Scelta civica e ministro della Difesa, "occorre operare una netta divisione tra piano giuridico e piano politico". Non per andare allo scontro, ma per muoversi entro i paletti stabiliti da Napolitano.

Ministro Mauro, secondo lei esiste la possibilità di un accordo tra Pd e Pdl sulla vicenda di Berlusconi?
Questo per me è impossibile saperlo. Affrontiamo invece il vero merito della questione.

E quale sarebbe, ministro?
Innanzitutto occorre operare una netta divisione tra piano giuridico e piano politico. Ciò significa che il Senato non è il quarto grado di giudizio del percorso giudiziario di Silvio Berlusconi. Il Senato ha il compito di applicare la legge Severino - che tra l'altro è una buona legge -, il cui esito certo è la decadenza di Berlusconi. Detto questo però il problema vero rimane quello politico. 

Lo espliciti, per favore.
Io non insisterei nel chiedere di assumere sul piano giuridico posizioni controverse o addirittura controproducenti rispetto a a quelli che sono i reali intendimenti di una legge che lo stesso Pdl ha votato. Mi preme invece sottolineare come non solo a giudizio del Pdl ma a giudizio unanime della società italiana e del contesto internazionale, siamo un paese in cui esiste un enorme problema legato al sistema della giustizia, al rapporto tra giustizia e politica e alla possibilità, attraverso il governo Letta, di garantire non solo la ripresa economica ma anche un più forte spirito di riconciliazione nazionale. Questi sono i termini del problema politico.

Che ci sia un problema giustizia è anche l'opinione di Berlusconi. Come affrontiamo dunque il problema politico?
Seguendo la riflessione del capo dello Stato il quale con notevole precisione istituzionale ha chiarito, nella sua nota del 13 agosto, che l'opportunità vera è legata al fatto di affrontare insieme - come è stato fatto a suo tempo nel gruppo dei saggi - il tema della riforma della giustizia. Sviluppare insieme, sulla base della proposta Quagliariello di revisione costituzionale, una approfondita riforma della giustizia consentirebbe di veder rifiorire l'esperienza della fiducia che è ciò che più manca al momento in un paese come il nostro.

Anche lei dunque propone un accordo.


COMMENTI
23/08/2013 - Amnistia (Pierluigi Assogna)

L'amnistia ad personam ancora mi mancava, a meno che non abbia perso qualche colpo...