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Politica

BERLUSCONI/ 1. Lupi: al Pd conviene salvarlo

Confidiamo nella responsabilità del Pd. A dirlo è MAURIZIO LUPI (Pdl) dopo che ieri aveva detto che nel Pdl non si era mai parlato di amnistia per Silvio Berlusconi

Maurizio Lupi (InfoPhoto)Maurizio Lupi (InfoPhoto)

"Non ne abbiamo parlato, ci sono tante proposte in giro, non l'abbiamo mai presa in considerazione". Ieri ha così replicato il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, all'ipotesi di una amnistia lanciata giovedì al Meeting di Rimini dal ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, in riferimento al tema delle carceri, e ribadita da Mario Mauro, ministro della Difesa, parlando del caso Berlusconi in particolare. Ieri è arrivato anche il no secco del Partito democratico, che l'ha definita "un'indecenza". "Io sono convinto che si entrerà nel merito e che così facendo non si possa, come componenti della giunta, non votare contro la decadenza" dice a ilsussidiario.net Maurizio Lupi parlando della seduta (9 settembre) nella quale la giunta per le elezioni del Senato è chiamata al voto sulla decadenza da senatore del capo del Pdl. 

Ministro Lupi, ieri lei ha detto che un'amnistia generalizzata non è mai stata un'ipotesi di lavoro per il Pdl. Quando dice che ci sono altre strade, dunque, a che cosa pensa?
A quello che in questi giorni abbiamo detto al Partito democratico. Chiediamo che in giunta per le elezioni non ci sia un pregiudizio politico verso il presidente Berlusconi; che non si veda in questo voto come l'epilogo della guerra dei vent'anni, ma che si faccia l'esame serio di una legge (la legge Severino, ndr) che anche il Pdl ha votato, è vero, ma sulla quale esimi costituzionalisti, persino Onida, pongono dubbi quanto alla possibile applicazione retroattiva per determinare la decadenza di un senatore votato da milioni di italiani.

Dunque confidate in un voto favorevole del Pd in giunta del Senato.
Si tratta di un passaggio prettamente istituzionale nel quale chiediamo che si voti senza nessun pregiudizio o ricatto vicendevole, ma secondo responsabilità. 

Letta continua a distinguere tra agenda di governo e piano giuridico nel caso di Silvio Berlusconi. Anche lei fa lo stesso? 
La settimana prossima sarà fondamentale perché il 28 ci sarà il Consiglio dei ministri che dovrà prendere una decisione sulla questione dell'Imu. È giusto che il governo faccia il suo compito che è quello di governare, con fatti concreti, rispondendo al programma che tutti gli abbiamo dato in un momento eccezionale per la vita del paese. È evidente che questo governo è sostenuto da una maggioranza politica, non è un governo tecnico. Ed è altrettanto evidente che i due partiti che lo sostengono devono entrambi prendere atto di questo momento eccezionale.

Quindi?
Quindi sta alla politica e alle riflessioni dei singoli partiti che sostengono il governo di verificarne la funzione e assumersi l'eventuale responsabilità, se non ritengono che il governo risponda al suo compito, di togliergli la fiducia. 

Ha visto ieri le dichiarazioni di D'Alema? Ha definito Letta "solo un leader di transizione".