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SCENARIO/ Il giurista: tutto quello che il Pd non ha capito del voto su Berlusconi

Pubblicazione:sabato 24 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:domenica 25 agosto 2013, 19.51

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Perché il pronunciamento del Senato sulla decadenza di Berlusconi rappresenta l’ultima spiaggia (al momento) della politica italiana? Non ci si indigni per questa premessa. Il voto, piaccia o non piaccia, sarà su Berlusconi, ma avrà conseguenze sulla fine, o meno, della politica italiana, prima di tutto di quella del Pd. Nessuna illusione su una maggioranza Pd/M5S, che non è detto che nasca (visti i balletti di marzo scorso) e, ancor meno, che duri. La questione, perciò, non riguarda più la persona di B., i cui fatti personali – anche se gravi – sono assolutamente irrilevanti, ma la sopravvivenza della politica.

È ovvio che l’allontanamento di B. riaprirà una contesa politica di cui il Governo Letta sarà l’epicentro. Ma riflettiamo su quanto è accaduto. La Cassazione ha confermato la condanna inflitta a B. nel processo Mediaset: 4 anni (di cui 3 coperti da indulto) e interdizione dai pubblici uffici, certezza della misura, da rideterminare la durata (originariamente 5 anni).

Delle due la seconda appare essere il vero problema. Infatti, anche se agli arresti domiciliari, il giudice dell’esecuzione nel corso dell’anno di espiazione della pena residua dovrebbe consentire al senatore B. di adempiere al suo mandato, quanto meno per le votazioni più importanti. Invece, l’interdizione precluderebbe a B. la capacità di ricoprire la carica di senatore. Si è detto che il Senato a questo punto debba votare per presa d’atto la decadenza dalla carica di B. per via della condanna (accessoria), come accade anche per consiglieri regionali, provinciali e comunali.

Si è detto, ma non è affatto così. Il Senato è la Camera Alta del Parlamento italiano e non un qualsiasi consiglio. Il Senato è un potere dello Stato (come la Magistratura) ed è la sede della rappresentanza politica; nei suoi atti si riverbera e si mostra la sovranità popolare. Senza bisogno di ripercorrere tutti i compiti attribuiti dalla Costituzione a questa importante Camera, appare chiaro che il suo voto non può essere una presa d’atto, ma sarà determinante della decadenza o della permanenza di B. nel Senato. Questa decisione non è subordinata alla sentenza della Cassazione o di qualsivoglia altro giudice, anche se la sentenza di condanna dei giudici può essere usata come strumento di lotta politica. Come potere dello Stato il Senato è in una posizione pari-ordinata rispetto alla Magistratura, come espressione della sovranità popolare il Senato ha una carica superiore a quella della Magistratura, anche se le sentenze sono pronunciate “in nome del popolo italiano”. 


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