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BERLUSCONI/ Sallusti: la nuova Forza Italia dei falchi

Nessuno, nel Pdl, spiega ALESSANDRO SALLUSTI, gode di consenso proprio o dispone del coraggio necessario per abbandonare il partito. Non ci sarà quindi alcuna resa dei conti

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Come al solito le reali intenzioni di Berlusconi non sono decifrabili. E non lo saranno fino a quando, all’ultimo, non farà le sue mosse. «È finita, finalmente. Il governo Letta cadrà. L'ha detto anche il presidente», dice la Santanchè in un’intervista rilasciata a Repubblica. Il giorno prima, Alfano, al termine della riunione ad Arcore con i vertici del partito, aveva rilasciato un comunicato  in cui spiegava che la decadenza «dalla carica di senatore è impensabile e costituzionalmente inaccettabile». Poi, aveva aggiunto: «Il Popolo della Libertà è come sempre unito, compatto e deciso, a fianco del suo presidente». Unito e compatto, in realtà, non si direbbe, e le continue scaramucce tra falchi e colombe preludono ad una frammentazione post elettorale. O forse no. Il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, ci spiega perché, nel caso di elezioni anticipate, le defezioni saranno ridotte all’osso.

Il governo cadrà?

Dovessi scommettere, direi di sì. Il documento di Alfano è una sintesi di Berlusconi, e indica la direzione. O nelle prossime ore si verificano fatti eclatanti, irreversibili e concreti, o il governo non ha più senso di esistere.

Perché no?

Come si fa a stare alleati con un persona che vota la tua pena di morte? Qui non si tratta delle intenzioni di Berlusconi di staccare la spina o meno al governo, quanto di prendere atto della situazione.

Concretamente, quali passi si possono compiere per evitare la decadenza da senatore?

E’ possibile, anzitutto, interpretare favorevolmente la legge Severino. Sono sempre di più i costituzionalisti e i giuristi che dubitano della sua retroattività. Inoltre, il Parlamento (volendo) ci metterebbe 5 giorni ad emendarla. Non dimentichiamo, infine, che il capo dello Stato dispone del potere residuale del re di commutare pene o annullarle.

Cosa farà il Pd?

Voterà la decadenza. E si opporrà a tutte le soluzioni che possano garantire a Berlusconi l’agibilità politica. Per una ragione antropologica e genetica: rimane pur sempre un partito comunista. E i partiti comunisti hanno sempre usato la legge per far fuori i nemici. Del resto, dal loro punto di vista, è l’unico modo per liberarsi di Berlusconi. La via elettorale è troppo rischiosa. Sono, infine, legati da un patto di complicità con la magistratura.

Se si va a elezioni anticipate, nel Pdl si arriverà allo scontro tra falchi e colombe?