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SCENARIO/ Da Letta a Grasso: ecco dove portano le illusioni di Berlusconi

Pubblicazione:lunedì 26 agosto 2013

Pietro Grasso, presidente del Senato (Infophoto) Pietro Grasso, presidente del Senato (Infophoto)

A Montecitorio la maggioranza è certa. Nel Senato del "porcellum" tutti pronti all'autoaffondamento dopo solo duecento giorni? Poco probabile. Fantastichiamo pure che succeda. Ad esempio Vendola potrebbe irrigidirsi in un veto al premier che ha fatto "le larghe intese". Ma anche in questo caso – siamo già a settembre inoltrato - è impensabile un iter precipitoso verso le urne. 

I precedenti impongono che il Quirinale debba fare uno scrupoloso accertamento e, soprattutto, indicano che in caso estremo, come già avvenuto prima dello scioglimento anticipato delle Camere nell'83 e nell'87, il Presidente della Repubblica dia l'incarico alla seconda carica dello Stato. E cioè in caso di bocciatura di Enrico Letta si va – quasi automaticamente – ad un Governo presieduto da Pietro Grasso.

Anche in questo caso la fiducia della Camera è certa. A Palazzo Madama è davvero scontato che (come sostengono i "falchi" del Cavaliere) i senatori boccino il loro Presidente? Per poi, in buona parte di loro, uscire (ingloriosamente) di scena? Non va dimenticato che Grasso ha già avuto una maggioranza per essere eletto in quell'assemblea. E' vero che il voto era segreto, mentre la fiducia è palese. 

Ma è anche facilmente immaginabile che Grasso, come presidente del Senato, si presenterà in aula, avendo già alle spalle un consenso da Monti a Vendola, con un esecutivo non dei partiti, di "alto profilo" istituzionale, con autorevoli tecnici ai ministeri economici e "celebrità" (secondo la definizione di Hobsbawm) venerate - senza soluzione di continuità - dal "popolo delle primarie" ai "cittadini-twitter". È quindi naturale che Grasso chiederà la fiducia "istituzionale", al di là dei partiti, prospettando come priorità l'interesse nazionale e la trasparenza costituzionale e disegnando come principali impegni la legge di stabilità e la modifica della legge elettorale. In aggiunta c'è, dato il clima determinato dalla crisi per "ritorsione", la possibilità di una rapida approvazione (basta un solo articolo) di una legge sul conflitto di interesse che eviti la ricandidatura di Berlusconi indipendentemente da legge Severino e sentenze giudiziarie. 

I "cinquestelle", di fronte a Grasso, si schiereranno tutti in blocco come "scudo umano" a fianco della rinata "Forza Italia" in tempo assolutamente utile alla ricandidatura di Berlusconi? 

Sostanza: la linea dei "falchi" del Pdl porterà o a un governo di sinistra che disegnerà i nuovi collegi uninominali "ad personam" oppure, dopo una lunga crisi ministeriale, ad una campagna elettorale in cui il Pd (con Letta o Renzi) potrà mettere sotto accusa, insieme, come "irresponsabili" Grillo e Berlusconi. I "falchi" del Pdl presenteranno in tale contesto alle urne la nuova "Forza Italia" – il "ritorno al '94" – come una formazione di "nostalgici".


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COMMENTI
26/08/2013 - E' vero... paiono proprio bambini capricciosi! (Luigi PATRINI)

Quanta ragione e quante ragioni ha Finetti!!! Troppi (mai generalizzare e fare di ogni erba un fascio!) membri di questo Parlamento si comportano da bambini capricciosi. Dai "grillini", che obbediscono ad un comico che sta fuori dal Parlamento, dimentichi di rappresentare i cittadini elettori (non lui!), ai "falchi" di Centro-destra o di Centro-sinistra, che dimenticano la stessa cosa (anch'essi hanno un "lui" da tutelare?!) e che non ricordano di aver avuto - alternativamente - la maggioranza con Berlusconi o con Prodi e di aver potuto fare tutte le riforme che, se le avessero volute davvero, avrebbero potuto fare, dalla riforma della Giustizia alla legge elettorale, a quella sul "conflitto di interessi": non le hanno fatte perché non le hanno volute! E adesso le promettono: ma chi credono di ingannare? E il Cav., perché dimentica di essere un uomo (non è davvero poca cosa, se è la creatura - l'uomo, non il Cav. - seconda solo a Dio!) e non gli basta aver "governato" (boh?!, così dice) più del Divo Giulio? Perché con un gesto di generosità che lo farebbe passare alla storia (quasi unico esempio, insieme a Benedetto XVI...) non si fa da parte spontaneamente, cioè con un gesto di vera "libertà"? Non dimentichi che ...la natura farà il suo corso e, prima o poi, dovrà accorgersene anche lui!