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SCENARIO/ Da Letta a Grasso: ecco dove portano le illusioni di Berlusconi

Far cadere il governo in questo momento condurrebbe davvero a elezioni anticipate? Berlusconi pensa di sì, ma potrebbe essere un errore dalle conseguenze clamorose. UGO FINETTI

Pietro Grasso, presidente del Senato (Infophoto) Pietro Grasso, presidente del Senato (Infophoto)

Il modo in cui si sta almanaccando su elezioni anticipate a breve scadenza sembra evidenziare una perdita di senso della realtà. Più che alla vittoria dei "falchi", nel Pdl e nel Pd, siamo di fronte al diffondersi di un infantilismo che pensa di risolvere i problemi alzando la voce e credendo di avere scorciatoie vincenti a portata di mano. In particolare la tesi dei "falchi" berlusconiani che Camera e Senato si autoaffondino nei tempi strettamente necessari a Berlusconi per ricandidarsi "premier" forse è un po' imprudente.

Infatti quel che succederà quando i ministri del Pdl si dimetteranno è abbastanza prevedibile. Il Presidente del Consiglio si recherà al Quirinale per rassegnare il mandato. Scioglimento delle Camere a tambur battente? Poco verosimile che il Presidente della Repubblica lo faccia e cioè si metta in conflitto con la Corte Costituzionale portando l'Italia ad un voto drammatico - decisivo per le sue sorti economiche ed internazionali - con una legge elettorale su cui grava un'eccezione di illegittimità. E comunque – verosimilmente - tenterà in un primo tempo di evitarlo. 

Le strade sono, se non molte, più d'una ed i precedenti su cui basarsi non mancano nella storia della Prima e della Seconda Repubblica. 

Le mosse iniziali, imposte dalla prassi presidenziale, sono, ad esempio, almeno due che possono essere perseguite anche in successione. La prima è il reincarico a Letta. Alla Camera la maggioranza è scontata, il problema è il margine di manovra in Senato. Esiste? Dipende anche dal clima politico che, probabilmente (fatto che sfugge ai "falchi"), sarà un po' diverso da quello attuale. Oggi esiste un atteggiamento di diffuso rispetto nei confronti di Berlusconi condannato. La legge deve essere uguale per tutti, ma che il principale contribuente italiano venga posto agli arresti per evasione fiscale è indubbiamente un'esagerazione. La commutazione della pena appare a molti una strada ragionevole. 

Ma in una situazione incendiaria non è il buon senso a prevalere. Aprendo la crisi di governo come "ritorsione", con i "falchi" che attaccano il Capo dello Stato per non aver "aggiustato" la sentenza della Cassazione e, al tempo stesso, per essere autoritario, "presidenzialista", oltrepassando i limiti costituzionali, verosimilmente il Cavaliere si pone in una posizione di assoluto isolamento e di contrapposizione frontale con "il resto del mondo" sul piano politico, istituzionale, personale e mediatico. Si va a un dibattito parlamentare di scontro incendiario tra berlusconiani e antiberlusconiani. 

Enrico Letta, da parte sua, formerà, ovviamente, un governo che si presenterà alle Camere contro Berlusconi facendo appello al senso di responsabilità su una piattaforma di misure economiche ritenute affidabili in campo europeo – da Draghi alla Merkel – e che, al tempo stesso, allentano il rigore con il sostegno della Confindustria e dei sindacati. Sarà bocciato? 


COMMENTI
26/08/2013 - E' vero... paiono proprio bambini capricciosi! (Luigi PATRINI)

Quanta ragione e quante ragioni ha Finetti!!! Troppi (mai generalizzare e fare di ogni erba un fascio!) membri di questo Parlamento si comportano da bambini capricciosi. Dai "grillini", che obbediscono ad un comico che sta fuori dal Parlamento, dimentichi di rappresentare i cittadini elettori (non lui!), ai "falchi" di Centro-destra o di Centro-sinistra, che dimenticano la stessa cosa (anch'essi hanno un "lui" da tutelare?!) e che non ricordano di aver avuto - alternativamente - la maggioranza con Berlusconi o con Prodi e di aver potuto fare tutte le riforme che, se le avessero volute davvero, avrebbero potuto fare, dalla riforma della Giustizia alla legge elettorale, a quella sul "conflitto di interessi": non le hanno fatte perché non le hanno volute! E adesso le promettono: ma chi credono di ingannare? E il Cav., perché dimentica di essere un uomo (non è davvero poca cosa, se è la creatura - l'uomo, non il Cav. - seconda solo a Dio!) e non gli basta aver "governato" (boh?!, così dice) più del Divo Giulio? Perché con un gesto di generosità che lo farebbe passare alla storia (quasi unico esempio, insieme a Benedetto XVI...) non si fa da parte spontaneamente, cioè con un gesto di vera "libertà"? Non dimentichi che ...la natura farà il suo corso e, prima o poi, dovrà accorgersene anche lui!