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BEPPE GRILLO/ Otto anni di prese in giro, il Pd la smetta di incolpare gli altri

Il Pd la finisca di dare la colpa ad altri per quello che non ha mai fatto in 8 anni e neanche in questi 5 mesi. Lo scrive oggi Matteo Incerti sul blog di Beppe Grillo. 

Beppe Grillo (InfoPhoto) Beppe Grillo (InfoPhoto)

In politica come nella vita, dopo le "speranze", alla fine contano solo i fatti. Lo scrive oggi sul blog di Beppe Grillo il giornalista e scrittore Matteo Incerti, attivista del Movimento 5 Stelle, che ripercorre alcuni episodi passati della politica italiana per far notare quanto nell'attuale Parlamento, e "non per colpa dei parlamentari del M5S", sia assente una maggioranza capace di "cambiare in senso democratico la legge elettorale esistente contro la quale il M5S si è sempre battuto". Il Partito Democratico, quindi, "la finisca di dare la colpa ad altri per quello che non ha mai fatto in 8 anni e neanche in questi 5 mesi. Se le speranze non si tramutano mai in fatti, si tratta solo di prese in giro per i cittadini". Sono tre gli episodi che incerti ricorda: si inizia dal 20 aprile 2013, quando i parlamentari del Pd "non votano né Prodi (fondatore del Pd e dell'Ulivo e l'unico ad aver sconfitto Berlusconi nelle urne due volte) e nemmeno Rodotà (costituzionalista di sinistra e non del Movimento 5 Stelle) come presidente della Repubblica. Preferiscono rieleggere l'88enne Giorgio Napolitano insieme a Berlusconi". Si passa poi al 29 maggio 2013, giorno in cui alla Camera "il Pd insieme al Pdl vota contro la mozione Giacchetti (Pd) per abolire il porcellum e tornare alla legge elettorale precedente (voto a favore solo da parte di Movimento 5 Stelle e Sel)". Nello stesso giorno il Senato boccia la mozione del Movimento 5 Stelle "che propone strumenti di democrazia diretta tramite referendum, leggi popolari discusse obbligatoriamente, la riduzione dei parlamentari e dei consiglieri regionali, l' abolizione delle Province, l'elezione diretta dei candidati, l'ineleggibilità per i condannati ed il limite di due mandati". Si chiude con l'8 agosto 2013, quando in Senato il Pd insieme al Pdl vota "no" alla richiesta di esame d'urgenza della legge elettorale "Parlamento Pulito" proposta dal M5S (sulla base della legge popolare del 2007 mai discussa in tutti questi anni)".

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