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BERLUSCONI/ Il deputato "lettiano": la sua crisi di governo vale 7 miliardi di nuove tasse

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La voce di Violante, per quanto autorevole, è isolata.

 

Allora, come voterete?

La posizione largamente maggioritaria nel partito è quella di votare per la decadenza. Tuttavia, interpreto positivamente il silenziatore che Berlusconi ha messo ai falchi.

 

Per forza. Ha perso 150 milioni.

Non facciamo i processi alle intenzioni... Diciamo che da entrambe la parti, il rischio di scivolare su un piano inclinato, è stato in parte scongiurato.

 

Non si andrà a elezioni anticipate?

La stragrande maggioranza degli elettori di centrodestra e centrosinistra non le vuole. Non le vuole neppure la maggioranza del Pdl.

 

Che effetti sortirebbero?

Come ha spiegato la Cgia di Mestre, una crisi metterebbe a repentaglio le operazioni legate all’Imu, all’Iva e alla Tares. Il che, renderebbe necessario reperire immediatamente 7 miliardi di nuove tasse. Una serie di iniziative che sono in procinto di essere varate, come il decreto del Fare 2, sarebbero stoppate; non riusciremmo, infine, ad agganciarci agli effetti positivi della ripresa europea che presumibilmente si determineranno all’indomani delle elezioni tedesche.  

 

Non sarà che il Pd teme le elezioni?

A dire il vero potremmo, egoisticamente, augurarci le elezioni. In questo momento, infatti, esprimiamo i due leader maggiormente apprezzati, Letta e Renzi. Tuttavia, siamo consapevole del fatto che la campagna elettorale congelerebbe il Paese per mesi. Questo farebbe malissimo alla nostra economia. Inoltre, prima di indire nuove elezioni dovremo varare una serie di riforme istituzionali fondamentali, oltre che poste come condizione per la sua rielezione da Napolitano.

 

(Paolo Nessi

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