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DIETRO LE QUINTE/ La doppia campagna "acquisti" che frena Berlusconi e salva Letta

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Il timore dalle parti di Arcore è che la compattezza sin qui dimostrata dal Pdl sia più apparente che reale e che una o più brecce si possano aprire all'improvviso, al primo segnale di cedimento. Da qui la scelta di enfatizzare le voci intorno ad una campagna acquisti di senatori del centrodestra, che sarebbe in corso da parte di emissari del Pd. Secondo quanto denunciato dal leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè, non ci sarebbero promesse di soldi, ma di posti di sottogoverno. 

Obiettivo dei "compratori", veri o presunti che siano, sarebbe di arrivare a una ventina di voti che potrebbero garantire in Senato la sopravvivenza del governo di Enrico Letta anche in caso di uscita del Pdl dalla maggioranza. Che qualcosa di vero in questi rumors ci sia lo testimoniano le dichiarazioni possibiliste di Paolo Naccarato e di Domenico Scilipoti, l'ex dipietrista già protagonista di un altro voltafaccia parlamentare. E anche il precipitarsi di Brunetta a ricordare che, in caso di vittoria elettorale, non ci sarebbero certo problemi di posti nel Pdl, che con questa legge si vedrebbe i seggi più che raddoppiati.

Cautela, dunque, nel valutare tutte le mosse possibili, quindi, con gli occhi puntati da una parte sull'Imu (su cui Alfano giura che un'intesa sia possibile), e dall'altra sulle risposte possibili provenienti da casa Pd, per capire se la posizione concreta, in giunta, sarà quella rigida enunciata da Epifani, oppure quella problematica di Violante, disponibile a prendere in considerazione il ricorso alla Corte costituzionale in nome dei diritto alla difesa. Sullla sorte del governo Letta il barometro continua a segnare tempesta in arrivo, ma non è ancora detta l'ultima parola.

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