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BERLUSCONI/ Zanon: ecco perché il decreto Severino è incostituzionale

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Il Senato (Infophoto)  Il Senato (Infophoto)

Nel 1990 era stata introdotta l’incandidabilità per le elezioni locali e regionali. Tutte le pronunce costituzionali finora intervenute riguardano cause di incandidabilità di consiglieri comunali o regionali. Esiste però una differenza per quanto riguarda il mandato parlamentare. L’articolo 65 della Costituzione afferma che la legge può introdurre cause di ineleggibilità, ma non parla di incandidabilità. Quindi si potrebbe dire che per le elezioni del solo Parlamento nazionale l’articolo 65 è norma speciale rispetto all’articolo 51.

 

In che senso?

Nel senso che introduce regole diverse per quanto riguarda i parlamentari da un lato e i consiglieri degli enti locali dall’altra. Anche perché come dicevamo incandidabilità e ineleggibilità non si equivalgono. Da qui il primo dubbio sulla possibilità di estendere l’istituto dell’incandidabilità a livello parlamentare alla luce dell’articolo 65 della Costituzione.

 

Un altro aspetto problematico riguarda le modalità attraverso cui è decisa la decadenza. Lei che cosa ne pensa?

L’articolo 66 della Costituzione afferma che ciascuna Camera giudica i titoli di ammissione dei suoi membri e le cause sopravvenute di ineleggibilità e incompatibilità. La logica è quella di consentire a ciascun ramo del Parlamento un giudizio sovrano sui suoi membri a prescindere da obblighi provenienti dall’esterno e dalle decisioni di altri poteri. In particolare una delle giustificazioni era proprio quella di impedire che altri poteri come quello giudiziario potessero decidere con le loro pronunce sulla composizione politica di ciascun ramo del Parlamento.

 

La legge Severino è rispettosa di questi principi costituzionali?

L’articolo 3 del decreto legislativo Severino, laddove prevede l’incandidabilità sopravvenuta e quindi la decadenza, sembrerebbe chiedere alla Camera d’appartenenza una mera presa d’atto. Interviene cioè una sentenza di condanna e sulla base di questo decreto legislativo scatta l’incandidabilità, e se uno è già parlamentare dovrebbe scattare la decadenza. L’articolo 66 della Costituzione al contrario non prevede una mera presa d’atto del ramo del Parlamento, ma gli consente una valutazione del tutto libera, lasciando quindi libertà totale alla giunta e poi al plenum del Senato di fare quanto ritiene più opportuno.

 

Che cosa ne pensa di chi ha accusato la legge Severino di un eccesso di delega?


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