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Politica

SCENARIO/ Il giurista: se il Pd vuole sopravvivere salvi il "nemico" B.

Bandiere del Pd (Infophoto)Bandiere del Pd (Infophoto)

La crisi economica e l'instabilità dell'area euro, così come quella dei paesi del Mediterraneo, finiscono per essere parte di questa lotta "globale" che si svolge anche in Italia, dove non a caso alla fine si giunge alla "dittatura commissariale" del governo Monti e all'anticipazione di una nuova ristrutturazione del sistema politico.

I risultati delle elezioni del febbraio del 2013 e le successive vicende, compresa la rielezione del presidente Napolitano e la formazione del Governo Letta, mostrano – a chi vuol vedere – che il coniglio cui sta puntando il cacciatore non è Berlusconi, ma il Partito democratico. Anche la questione Renzi, quella delle primarie e quella del congresso Pd sono tutte inscritte in questo scenario.

L'errore di prospettiva che sta compiendo il Pd nella lotta con tutti i mezzi a Berlusconi gli si ritorcerà contro nel breve periodo. Ormai i tempi sono maturi. E se il centro-destra dovesse riorganizzarsi senza Berlusconi (ma solo con il ricordo di Berlusconi), riuscirebbe lo stesso a restare sulla scena politica; mentre per il Pd la speranza di governare con altri (M5S) sarebbe la tomba e le nuove elezioni sarebbero ancora più pasticciate di quelle precedente, con primarie per il segretario, regole pre-congressuali, congresso e primarie elettorali. In definitiva è facile che imploda e che sia necessario costituire un nuovo partito che escluda una serie di personaggi e consenta ad altri (più affidabili) di entrare in scena, per concludere l'opera intrapresa.

L'unica prospettiva per l'attuale classe politica del Pd di riuscire a mantenere il proprio ruolo e sopravvivere – per quanto paradossale possa sembrare – è difendere Silvio Berlusconi, lasciarlo in Senato (con tutti i suoi privilegi) e tentare di fare durare questa legislatura il più a lungo possibile. Magari riuscendo a combinare qualcosa di buono per il Paese.

(3 - fine) 

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COMMENTI
29/08/2013 - Dio rende ciechi chi vuol perdere (Carlo Cerofolini)

Niente da fare: Dio rende ciechi chi vuol perdere. Il guaio è che in questo caso è l'Italia intera che ne uscirà persa ovvero grecizzata e ridotta a colonia germanica. Usque tandem....