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STUDIO APERTO/ Berlusconi: sentenza allucinante, nessuno pensi di eliminarmi

Pubblicazione:giovedì 29 agosto 2013

Silvio Berlusconi (Foto InfoPhoto) Silvio Berlusconi (Foto InfoPhoto)

Dopo aver letto le motivazioni della sentenza Mediaset, in cui la Cassazione lo descrive come "l'ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo", Silvio Berlusconi torna all'attacco: "C'è un caso della democrazia in Italia - ha detto il Cavaliere pochi minuti fa a Studio Aperto - Se qualcuno pensasse di eliminare il leader del primo partito italiano, ovvero il sottoscritto, e questo venisse fatto sulla base di una sentenza allucinante e fondata sul nulla ci ritroveremmo in presenza di una ferita profonda e inaccettabile per la democrazia". Nella giornata di oggi, tutto il Pdl e i legali dell'ex premier hanno espresso la propria indignazione e rivolto duri commenti ai giudici: secondo gli avvocati Niccolò Ghedini, Piero Longo e Franco Coppi si tratta di una sentenza "con una motivazione inesistente", ed è quindi "una decisione del tutto fuorviante e totalmente sconnessa dalla realtà dei fatti". Sulla stessa linea Fabrizio Cicchitto, secondo cui quanto scritto dalla Cassazione "inaugura un nuovo modo di giudicare": essa, infatti, "non si è pronunciata sulla legittimità, ma sul merito. E anche sul merito si produce in un esercizio di alta acrobazia che si conclude con un bel tonfo. Il dottor Esposito non indica chi nella circostanza specifica ha operato l'evasione fiscale, ma condanna Berlusconi per avere inventato anni prima il meccanismo cosa peraltro tutt'altro che provata". Di conseguenza, conclude Cicchitto, "la motivazione della sentenza è coerente anziché con un costrutto di tipo giuridico con un teorema squisitamente politico".



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