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BERLUSCONI CONDANNATO/ Leva (Pd): sentenza non politica, è il solito Pdl...

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Il Pd è una forza responsabile, ci attendiamo la stessa responsabilità da parte delle altre forze politiche che fanno parte di questa maggioranza. Non ammetteremo atteggiamenti e azioni eversive. Se qualcuno lo fa se ne assume la responsabilità di fronte al Paese. Questo è un governo che è nato per risolvere i problemi degli italiani e non di una singola persona.

 

Il Pd continuerà a restare nella maggioranza?

Proprio per rispetto di quel principio di non sovrapposizione, la politica ha una vita autonoma rispetto a quelli che sono i percorsi giudiziari. Noi per quanto è di nostra competenza rispetteremo quella sentenza, ma manterremo un atteggiamento di grande responsabilità nei confronti di questo governo. Però lo stesso atteggiamento dovrà esserci anche da parte degli altri, non saremo disponibili a tollerare atteggiamenti eversivi.

 

Si può stare nella stessa maggioranza di un partito il cui leader è stato condannato con sentenza definitiva?

Le vicende giudiziarie di Berlusconi erano note già prima che si formasse questo governo. Il Pd resterà nella maggioranza finché il governo farà cose utili per il Paese, cioè finché ci saranno le condizioni affinché l’azione di governo non sia inficiata da altro.

 

Napolitano ha invitato i partiti a trovare un accordo sulla riforma della giustizia. Che cosa ne pensa di questo appello?

Il Pd non si nasconde dietro a un dito, per noi la riforma della giustizia non è mai stata un tabù. Il limite che non si può oltrepassare è la nostra carta costituzionale. Se per riforma della giustizia di intende la modifica del titolo quarto della Costituzione, noi non siamo disponibili. Invece riteniamo che oggi riformare la giustizia significhi mettere in campo tutta una serie di provvedimenti capaci di incidere in maniera significativa sulle condizioni del sistema giudiziario italiano a partire dal livello di arretrato dei procedimenti civili, il sovraffollamento del sistema carcerario, la riforma della custodia cautelare e l’abolizione dell’ergastolo.

 

Che cosa ritiene invece che non vada toccato?

Tutto ciò che è delineato dal titolo quarto della Costituzione, quindi l’autonomia dei giudici e il ruolo del consiglio superiore della magistratura. Il Pd è inoltre contrario alla separazione delle carriere, ma è favorevole a una distinzione delle funzioni.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
03/08/2013 - Sentenze (luisella martin)

La gente comune manda in parlamento persone che si occupino di cose importanti per loro: il costo della vita, il posto di lavoro,le scuole per i figli,il sistema sanitario. Certamente hanno molta importanza anche altre questioni, come l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, ma questi erano fatti che avrebbero dovuto essere ben impostati molti anni fa,da parlamentari e amministratori ormai in pensione. La modifica del titolo (IV o V?) della costituzione sinceramente non mi sembra importante. Credo che su Berlusconi, sui suoi crimini presunti o accertati, si sia rivolta per anni un'attenzione esagerata, forse per sviarla dai problemi veri (quello di Taranto già c'era da un quarto di secolo eppure non se ne parlava!). Rimane perciò nella mia mente l'idea che Berlusconi, pur colpevole, come era colpevole l'adultera, debba e possa ribellarsi, come cristiano peccatore, di tutte le pietre che hanno eseguito la sentenza di morte da parte di coloro che, sordi all'invito di Cristo,di peccati ne avevano a mucchi, simili a quelli di Berlusconi e tutti "personali". Purtroppo senza Gesù che legge nel cuore di ciascuno, tutti noi abbiamo creduto di poter sentenziare, scrivere, dialogare, senza pudore, avanzando anzi il diritto di poter diffamare gli altri, data la nostra presunta innocenza. Che vergogna per tutti, anche per quelli che non credono in Cristo, ma nella giustizia!