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BERLUSCONI CONDANNATO/ Leva (Pd): sentenza non politica, è il solito Pdl...

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Dal centrodestra arriva la richiesta della grazia da parte del presidente della Repubblica e di nuove elezioni se non si approderà alla riforma della giustizia in tempi brevi. All’indomani della sentenza della Corte di cassazione che ha condannato Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere, senatori e deputati del Pdl hanno consegnato le loro dimissioni nelle mani dei rispettivi capigruppo. Stando a quanto riferiscono le agenzie, Berlusconi avrebbe attaccato: “Non è una sentenza, è un teorema che non sta in piedi, messo ad arte solo per eliminarmi dalla scena politica”. Parole come pietre che il responsabile Giustizia del Pd, l’onorevole Danilo Leva, dice di non avere mandato giù: “Noi non tolleriamo quelli che sono attacchi e aggressioni alle istituzioni e alla magistratura. Non è questo il clima migliore per consentire un processo di riforme. E’ il solito Pdl”.

 

Onorevole Leva, partiamo dalla condanna di Berlusconi. Lei ritiene che sia una sentenza giusta?

Le sentenze non si commentano ma si rispettano. Quella che condanna Silvio Berlusconi è una sentenza della suprema Corte di cassazione, formulata in maniera rigorosa, che si basa su quelle che sono state le dinamiche processuali. Ho un atteggiamento molto rispettoso e ossequioso nei riguardi della magistratura giudicante. Le sentenze le commentano e le giudicano gli avvocati e le parti processuali, non le forze politiche.

 

Eppure in molti affermano che si è trattato di una sentenza politica …

E’ una sentenza della Suprema corte cui non vanno affibbiati aggettivi. Le sentenze si rispettano e si applicano, e la politica deve fare questo, non può sovrapporre i due piani, quello giudiziario e quello appunto politico.

 

Non è stata innanzitutto la magistratura ad avere attuato un’ingerenza nella sfera politica?

Assolutamente no.

 

Quali saranno le conseguenze di questa sentenza sulla tenuta del governo Letta?



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COMMENTI
03/08/2013 - Sentenze (luisella martin)

La gente comune manda in parlamento persone che si occupino di cose importanti per loro: il costo della vita, il posto di lavoro,le scuole per i figli,il sistema sanitario. Certamente hanno molta importanza anche altre questioni, come l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, ma questi erano fatti che avrebbero dovuto essere ben impostati molti anni fa,da parlamentari e amministratori ormai in pensione. La modifica del titolo (IV o V?) della costituzione sinceramente non mi sembra importante. Credo che su Berlusconi, sui suoi crimini presunti o accertati, si sia rivolta per anni un'attenzione esagerata, forse per sviarla dai problemi veri (quello di Taranto già c'era da un quarto di secolo eppure non se ne parlava!). Rimane perciò nella mia mente l'idea che Berlusconi, pur colpevole, come era colpevole l'adultera, debba e possa ribellarsi, come cristiano peccatore, di tutte le pietre che hanno eseguito la sentenza di morte da parte di coloro che, sordi all'invito di Cristo,di peccati ne avevano a mucchi, simili a quelli di Berlusconi e tutti "personali". Purtroppo senza Gesù che legge nel cuore di ciascuno, tutti noi abbiamo creduto di poter sentenziare, scrivere, dialogare, senza pudore, avanzando anzi il diritto di poter diffamare gli altri, data la nostra presunta innocenza. Che vergogna per tutti, anche per quelli che non credono in Cristo, ma nella giustizia!